DonatoOliverioS.E. Rev.ma Donato Oliverio è Vescovo dell'Eparchia di Lungro dal 1 Luglio 2012.

 
chiesaBariLa chiesa, oggi intitolata a S. Giovanni Crisostomo, in precedenza era dedicata a S. Giovanni Battista, edificata sui resti di un edificio che portava il nome di S. Giovanni a Mare. L'attuale tradizione conferma tale attribuzione con delle usanze che si svolgono il 24 giugno, festività della nascita del Precursore. Viene così smentita la tesi di chi in passato riteneva che la Chiesa appartenesse a S. Giovanni Evangelista.

Nonostante le incertezze delle fonti documentarie  medioevali possiamo ritenere che le origini di questa chiesa risalgono verso la metà del sec. XI. All'epoca non risultava intensamente urbanizzata: era circondata dalla corte del Catapano, da un giardino e da un appezzamento di terreno destinato ad aria cimiteriale.

L'edificio, di proprietà privata ed appartenente alla famiglia Passaro (1091), viene successivamente ricordato, in documenti del XV, XVI e XVII secolo, quale cappella di ius patronatus della famiglia De Alifio, estintasi nel XVI secolo, ed in seguito della famiglia Tresca Carducci e Calò Carducci. Quest'ultima è stata proprietaria dell'immobile fino al 1955. In seguito, iniziò a dipendere dagli arcivescovi di Bari.

La chiesa, nella sua struttura originaria, era formata da tre navate: il primitivo impianto terminava con unaabside a cui fa esplicito riferimento la carta del 1091. Gli interventi della seconda metà del XIII sec. che portarono il sollevamento della chiesa all'attuale livello, la ridussero ad un'unica navata, coperta da una volta a botte unghiata.

processioneNel presbiterio era collocato l'altare maggiore, di stile barocco, che comprendeva un importante pezzo di scultura: un pluteo marmoreo, di forma rettangolare che raffigura  un leone alato ed un grifo che atterrano rispettivamente un caprone ed un cinghiale: essi si dispongono simmetricamente ai lati “dell' albero della vita”, il cui vertice racchiude una piccola croce bizantina. La navata comprendeva, inoltre, due altari laterali dedicati uno alla Vergine e l'altro a S. Nicola ed una statua lignea di S. Giovanni Battista optime sculpita, così viene menzionata in una Santa Visita del 1607 da Decio Caracciolo. Si trovava, inoltre, anche una statua di S. Lucia attribuita al sec. XIV, come pure numerose lapidi tombali; di queste ne è rimasta soltanto una di appartenenza alla famiglia Calò Carducci. Vi erano collocate anche sei tele del XVII e XVIII secolo.

Attualmente l'edificio ci appare in una ristrutturazione  del 1960, formato da un'unica navata con copertura a capriate lignea. Alla base della parete destra affiorano due archi a tutto sesto che poggiano su pilastri, resti della chiesa a tre navate. Sulla parte sinistra è collocato l'ambone sul cui fronte è presente una lastra di pietra proveniente dal paliotto dell' altare dei Calò Carducci del sec. XI. Entrando in chiesa spicca il presbiterio di struttura tardo medioevale che si affaccia nell'aula ecclesiale con un ampio arco ogivale.

Con l'affidamento della chiesa alla comunità di rito bizantino, l'altare maggiore di stile barocco è stato sostituito con uno a forma quadrata, preceduto da una iconostasi dipinta in due ordini: nella parte superiore sono raffigurati scene di santi distribuiti in pannelli: in quella inferiore quattro figure ieratiche: il Salvatore, la Madre di Dio, S. Pietro e S. Paolo. Al centro dell'abside vi è una tela della Madonna con le mani volte in alto ed il Divino Infante sul petto a firma di M. Buono 1968.

papsMagnocavallo2Per motivi di commercio, di studi e di altre attività sociali, la città di Bari, protesa verso l'oriente, è stata sempre scalo di orientali. Dopo la seconda guerra mondiale, si ebbe un maggior flusso di profughi greci, non solo nel capoluogo, ma anche in altre città della Puglia; per la loro formazione religiosa è stato inviato a Bari p. Giuseppe Ferrari della Eparchia di Lungro su designazione della Santa Sede. Mons. Enrico Nicodemo, dopo aver in precedenza destinato questa chiesa alla liturgia di rito bizantino, il 5 maggio 1957 la costituì parrocchia con giurisdizione per tutti i fedeli orientali della diocesi barese. La sua giurisdizione, pertanto, è di natura personale e non territoriale. Il 18 novembre 1964 vi è stata una dichiarazione integrativa della Sacra Congregazione per le Chiese orientali con la quale si estendeva la giurisdizione del proistamenos sui fedeli del medesimo rito che dimoravano in tutta la Puglia e nella provincia di Matera. L' 11 novembre 1986, con decreto del Ministero dell'Interno, si ebbe, da parte dello Stato, il riconoscimento civile.

I valori religiosi hanno sempre trovato in questa chiesa la dovuta importanza in quanto, senza un cambiamento di vita, la nostra prospettiva rimane terrena. L'anno liturgico bizantino, di densità e complessità particolari e che nel suo ciclo celebra l'intera opera di salvezza operata da Cristo, viene accuratamente osservato.

La data di Pasqua è determinata dal calendario giuliano  dal momento che i profughi, nella stragrande maggioranza, erano di provenienza ellenica. Le successive generazioni hanno sempre considerato la parrocchia di S. Giovanni Crisostomo come <la propria>, trovando in questa piena accoglienza, disponibilità e conformità alle loro tradizioni ed usanze liturgiche. Con la formazione delle nuove famiglie, i fedeli non si trovano più tutti riuniti nel medesimo rione, anche se il Villaggio Trieste rimane sempre un punto di riferimento: della loro presenza si interessa il responsabile della parrocchia con visite che sono sempre ben accettate.

All'attività della parrocchia si associa la Comunità di S. Egidio, la quale si raccoglie tre volte alla settimana per innalzare la sua lode al Signore. Sotto l'aspetto sociale, la comunità è orientata in modo particolare verso le persone più emarginate. Ha preso a modello la cittadella della carità di S. Basilio: un grande stabilimento dove affluivano gli infermi per i quali l'assistenza locale non era sufficiente.

Nell'ambito parrocchiale collabora anche l'AssociazioneItalo-Ellenica Pitagora, organizzando gemellaggi con il mondo greco. Nel corso dell'anno si svolgono anche delle feste con la presenza di gruppi folkloristici ellenici per far in modo che i partecipanti possano vivere usi e costumi della loro provenienza. Una particolare attenzione va riservata alle mostre di icone bizantine. Nel territorio pugliese sono sempre vissuti cristiani di rito diverso, per cui le immagini sacre costituiscono sia un reciproco scambio di doni culturali e religiosi, come pure sollecitano un ruolo determinante ed un impegno speciale per il dialogo ecumenico, essendo le icone un patrimonio prezioso della Chiesa d'Oriente e d'Occidente.

Sotto l'aspetto culturale la parrocchia si serve della rivista La Fiaccola: diversi sono stati gli argomenti sin ora trattati. Abbiamo ritenuto opportuno affrontare per primo le peculiarità dell' anno liturgico per dare la possibilità ai fedeli di comprendere meglio il loro significato.

Terminato questo ciclo, abbiamo posto la nostra attenzione sull'antropologia dei padri orientali, mettendo in rilievo con diversi articoli la dimensione trascendentale dell' esistenza umana, evidenziando la profonda ragione dell'incarnazione che supera l'aspetto soteriologico per giungere all'ampiezza del disegno di Dio di assumere la natura umana per deificarla. Per l'Oriente il soprannaturale non è un' aggiunta all' economia puramente umana.

Attualmente vi è in programma uno studio sul matrimonio con le varie specificità che esso comporta: è stato già svolto un elaborato sull'Istituzione del matrimonio nel Paradiso Terrestre.

Le molteplici iniziative non escludono che la parrocchia già in sé costituisce una ricchezza per la diocesi di Bari: essa configura l'unità nella diversità.

L'esperienza ecumenica diventa trasparente nel momento in cui la Chiesa trascende le mentalità puramente storiche, logiche e formali; inoltre, la profonda convinzione che le due Chiese, la Cattolica e l'Ortodossa, sono “sorelle”, sebbene in una situazione anormale di rapporti, ha fatto evitare ogni zelo di proselitismo. L'importanza che riveste l'esistenza della parrocchia di S. Giovanni Crisostomo va anche ricercata nella considerazione di essere valutata come un test da parte delle Chiese orientali separate, le quali si chiedono quale sarebbe la loro condizione se venisse il felice tempo dell'unione. Per questo, da un lato è stato sempre eliminato il circuito di un cattolicesimo con una latinità dinamica e conquistatrice e dall'altro una frazione dell'Oriente più o meno debole, assimilata ed assorbita (Besa/Roma).

A papàs Antonio Magnocavallo, parroco di S. Giovanni Crisostomo in Bari (nei pressi della Basilica di S. Nicola), membro del Tribunale Ecclesiastico Regionale delle Puglie, abbiamo chiesto una nota di informazione sulla chiesa presso la quale egli da anni offre il servizio liturgico e pastorale per i fedeli cattolici bizantini  (Besa/Roma).

Altre foto della chiesa di San Giovanni Crisostomo in Bari sono disponibili nella Galleria Multimediale di Jemi (sezione Chiesa -- Bari)

Dormizione della Madre di Dio. Pskov. XIII sDiffuso nelle Chiese bizantine è l'uso di cantare, particolarmente nella prima quindicina di agosto, il canone della Paràklisis. Questo è anche tempo di digiuno in preparazione alla grande solennità della Dormizione della Theotokos. Il carattere esistenziale del contenuto di questo canone ha reso questa akolouthia molto popolare e partecipata.
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bacio-del-vangelo.jpg"Alithōs Anèsti! E' veramente risorto!"
Il doxastikon della terza ode del canone di Pasqua dell'innografo s. Giovanni Damasceno (sec.VIII), da una parte annuncia la risurrezione di Cristo che si celebra particolarmente quel giorno e, dall'altra, coinvolge il destino dell'uomo, creato e restaurato ad immagine del Verbo di Dio incarnato, che è la vera immagine di Dio. Con Cristo risorge anche l'uomo. .

La liturgia della prima settimana: dall’Orthros di Pasqua alla
Settimana del Rinnovamento – (τής Διακαινησίμου)

Ιl Pentekostàrion è il periodo liturgico che va dal Orthros della Domenica di Pasqua fino alla Domenica di Tutti i Santi (Κυριακή των Αγίων πάντων), con questa si passa all’ordine successivo  detto Paraklitikì.

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ChristosAnesti2008.jpgL'essenza del cristianesimo è credere nella morte e resurrezione del Signore Gesù Cristo, fondamento di tutto l'agire del credente.
In Quaresima, tempo a giusto titolo chiamato quadragesimale sacramentum, dove "sacramento" equivale in pratica a "strumento di salvezza", abbiamo vissuto la morte del Signore attraverso la pratica penitenziale. Nel tempo pasquale, tempo definito come: resurrectionale sacramentum, viviamo nella gioia la resurrezione del Signore, celebrando la sua misericordia perché con la resurrezione è venuta la riconciliazione a tutto il mondo.
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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. . Read More...
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara. Read More...
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza. Read More...
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8348
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12526
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30223
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12225
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...