Sommario
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Chi lo ha conosciuto lo ricorderà sempre per le sue infinite qualità. Francesco era generoso, buono, appassionato ed appassionante, sorridente, creativo e di rara intelligenza. A tutti lascia preziose perle frutto della sua passione per la fotografia, per la scrittura, per la pittura e per il mondo arberësh.
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Il_Castello_-_angolo I Corvino non abitarono stabilmente nel feudo di Mezzojuso, però saltuariamente vi si reca­vano ed è per questo che c'era la casa che veniva chiamata «lu castello», E' stato scritto che questa «casa vocata lu castello...» sino al 1526, cioè dopo venticinque anni della permanenza degli albanesi in quel sito, consisteva in una sola stanza». Preliminarmente può dirsi che nessuno degli atti in cui si parla di questa casa specifica che essa era di una sola stanza, «una semplice stanza terrana, chiamata lo Castello».
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shqiponat Giornata Nazionale degli Arbëreshë d’Italia

Analisi e prospettive
Frascineto, 18 Novembre 2006 - ore17,00
Sala Congressi Centro Visite
del Parco Nazionale del Pollino

Premessa
“Udha Re” – “La Strada Nuova” non è altro che il toponimo tradizionale della strada principale che attraversa la comunità di Frascineto, Via Roma.
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Il-cannolu-della-fontana-ve Nel 1774 il Principe don Domenico Corvino fa costruire dal M.ro Saverio D'Anna di Monreale i pilastri del prospetto, fa collocare l'armi di marmo, cioè lo stemma dei Corvino; in cima pose un "vaso stagnato a color di pietra". Come "fonte" viene utilizzato quello che si trovava nella proprietà Dimarco in contrada Bonito.

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icone_nicola_taumaturgoUn elemento di notevole valore, nella Tradizione bizantina, sono sempre state le icone, che rappresentano immagini e scene di vita religiosa e sono dipinte su legno; oltre al valore artistico, le icone rappresentano documenti di interesse storico, teologico e filosofico.


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agesilaomilanoRiusciti vani gli attentati diplomatici contro la fermezza del Re Ferdinando II, faceva d'uopo ai settarii ricorrere a mezzi più speditivi, risoluti come erano di liberarsi ad ogni costo della molesta presenza di quel grande Monarca; si ricorse perciò al ferro dell'assassino. L'8 Dicembre 1856, festa dell'Immacolata Concezione, Ferdinando II Re di Napoli aveva assistito alla santa Messa insieme colla Famiglia Reale, con tutti gli alti funzionari, e 25000 uomini di ogni arma. Dopo la Messa, le milizie presenti vennero passate in rivista. Re Ferdinando presiedeva allo sfilare delle truppe, quando un giovine soldato, di nome Agesilao Milano, uno degli insorti di Calabria nel 1848, amnistiato nel 1852 ed entrato nell'esercito con carte false, uscì dalle file e lanciossi sul Re avventandogli un colpo di baionetta.
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Ka sënduqi...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8350
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12528
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30229
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12226
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...