Durante la settimana dei morti, secondo le nostre usanze, si gira per le case a chiedere la “picihudra”, cioè qualcosa da mangiare per le anime dei defunti.
. Nei tempi passati erano solo i poveri, grandi e piccoli, a girare per il paese, così avevano da mangiare per alcuni giorni.
Oggi, invece, siamo tutti noi bambini a mantenere questa usanza. Come tutti gli anni, anche quest’anno abbiamo formato dei piccoli gruppi e, muniti di buste e borse, ogni sera abbiamo bussato a tutte le porte di una zona del paese. Ogni volta che una porta si apriva chiedevamo: - Ce la fate la “picihudra”?
E, come per magia, nelle mani di chi apriva compariva qualcosa di buono che spariva nelle nostre borse. Così, felici, ci allontanavamo senza dire grazie, perché questa è l’unica occasione in cui non si ringrazia.
Sul tardi ognuno di noi è ritornato a casa e ha svuotato le borse mettendo tutte quelle cose buone sul tavolo: brioche, cracker, patatine, crostatine, succhi di frutta, caramelle e perfino wurstel. Che gioia!
Speriamo che questa usanza non si perda.

Classe V - Acquaformosa
Dalla rivista Vuxha e shkollës 

Ka sënduqi...

antica mappa degli insediamenti arbereshe nel sud dellItaliaBasandosi sulle origini storiche, le comunità italiane che possono dirsi arbëreshe sono circa cinquanta contando una popolazione complessiva di circa centomila persone. Tuttavia, nessuno è og

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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8400
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12574
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30397
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12288
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...