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PinoCacozzaPino Cacozza,  Zef Kakoca, non c'è più. Dopo lunga malattia ci ha lasciati. Pino è stato uno dei più appassionati cultori e cantori dell'identità arbëreshe che ha coltivato in vario modo, sempre con risultati eccezionali. 

Artisticamente si è sempre distinto per le sue melodie balcaniche contemporanee grazie alle quali ha vinto numerosi riconoscimenti. E' stato autore e protagonista di recital musicali con cui si è esibito in Arberia e in Albania. Con grande lungimiranza ha fondato il primo sito web dedicato alla cultura arbëreshe, Arbitalia, facendolo divenire un punto di riferimento per tutti i cultori della nostra minoranza etnico-linguistica.  E' stato anche scrittore e poeta apprezzato. 

In tutti gli ambiti in cui si è applicato ha lasciato tracce brillanti e importanti e risultati significativi, guadagnandosi la stima e l'affetto di tutti. Certamente con lui l'Arberia perde una delle voci contemporanee più significative e conosciute.

Non posso non ricordare il tratto umano di Pino, una persona eccezionalmente buona, senza secondi fini, aperto sempre alla collaborazione e indomito ottimista. Abbiamo collaborato, discusso e ci siamo confrontati con passione, frequentandoci ogni volta in cui gli eventi ce l'hanno permesso. Con la sua scomparsa l'Arberia tutta perde un punto di riferimento, un artista e un attivista sincero che ancora tanto avrebbe potuto dare a tutte le nostre comunità. (L.B.)

Eonìa i mnìmi aftù – Eterno sia il suo ricordo

 

 

 


Biografia

 

Pino Cacozza (Giuseppe Cacozza - Zef Kakoca) è nato a San Demetrio Corone (Shën Miter) il 27 Settembre 1957.

Ha seguito gli studi classici presso il Collegio di Sant’ Adriano ed ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’ Università della Calabria nel 1980, con la specializzazione in Lingua e Civiltà Francese, Albanese e Inglese.

Linguista, letterato, poeta, attore e cantautore dell’Arbëria.

Come autore, compositore e cantante ha vinto sei volte il Festival della Canzone Arbëreshe (di cui è stato direttore artistico per quattro edizioni): Nel 1984 con Ajri i jetes, coautore - Nel 1985 con Jemi një kulturë çë ngë mënd vdes – Nel 1986 con Me një mik afer – Nel 1988 con Kjo është festa më e madhe çë ka Arbëria – Nel 2004 con E bukura vashes, e bukura gjitoni – Nel 2008 con la canzone Ishe një herë . Ha vinto quattro volte il Premio della Critica “Giuseppe D’Amico”.

Tra le sue performance citiamo i recital musicali e teatrali “De Rada e Milosao” con il Gruppo Artistico Zjarri i Ri, “Rrënjat e Arbërisë” (Le radici dell’ Arbëria), “Udhëtimet e Arbërisë” (I percorsi dell’ Arbëria) e “Omaggio a Girolamo De Rada”, dei quali è autore ed interprete.

Ha svolto attività culturali, artistiche, canore e teatrali in quasi tutte le comunità arbëreshe, in Albania (Festival di Argirocastro - Festival della Canzone Albanese), in Macedonia (Shkupë, Tetovë e Strugë), in Montenegro (Ulqin), in numerose città d’Italia e all’estero.

Ideatore di Pisepiselle – Festival dei Piccoli Cantori Arbëreshë.

Presidente e direttore di Arbitalia (www.arbitalia.it), associazione culturale e primo giornale on line dell’Arbëria.

Nel 2009 riceve a Napoli il prestigioso “Premio Mediterraneo d’Arte e Creatività”, riconoscimento assegnato annualmente a personalità del mondo politico, scientifico, culturale e artistico che hanno contribuito, con la loro azione, a ridurre le tensioni e ad avviare un processo di valorizzazione delle differenze culturali e dei valori condivisi nell'area del Grande Mediterraneo, con la seguente motivazione: “Per aver dato espressione alla coscienza collettiva del popolo arbëresh. Nella sua ampia produzione di poesia e canzoni fa rivivere con invenzione e gusto di leggenda le memorie latenti d'una comunità che si è socialmente e politicamente fusa nella nazione italiana senza perdere la propria tradizione storica e linguistica. Preferendo al teatro le piazze, nelle sue recite piega il verso e la musica all'esaltazione di tutto un popolo, ne rinnova le radici, rafforza il sentimento unitario e trascina l'uditorio nel giro fraterno della danza corale con cui chiude sempre lo spettacolo”.

Nel 2010, come rappresentante della letteratura arbëreshe, partecipa alle Struga Poetry Evenings in Macedonia.

Già membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Regionale per la Comunità Arbëreshe di Calabria, e del COREMIL, Comitato Regionale per le Minoranze Linguistiche della Calabria.

Presidente della Associazione Arbëreshë a Rossano.

Direttore della collana di pubblicazioni in formato digitale “Le perle di Arber” (www.arberia.info).

Direttore artistico di Arbfestival and culture.

Nel 2015 il Presidente della Repubblica d’Albania S. E. Bujar Nishani gli conferisce il Titolo “Naim Frashëri” con la seguente motivazione: “Për vlerat dhe kontributin si shkrimtar dhe kompozitor në dobi të bashkëkombasve të tij të përtejdetit, duke mbajtur gjallë një traditë të madhe të letërsisë dhe kulturës arbëreshe në përgjithësi, kur kohët moderne ushtrojnë trysni ndaj këtyre lloj kulturave të shkëputura nga areali i tyre, siç është ajo arbëreshe”. (Per i meriti e il contributo di scrittore e compositore in favore dei propri connazionali di là dal mare, ha saputo tenere viva la grande tradizione della letteratura e della cultura arbëreshe, nel contesto contemporaneo di pressione nei confronti delle culture distaccate dalla terra d’origine, com’è quella arbëreshe.”).

 

 


Nel ricordo di Pino

Lì 26 febbraio 2021.
On. Pandeli Majko
Ministro della Diaspora- Albania
Prof.ssa Diana Kastrati
Direttrice QSPA
Prof.ssa Merita Bruci
Pres. Consiglio di Coordinamento QSPA
Prof. Emil Lafe
Direttore Rivista CONTINUUM
TIRANA
Signor Ministro, gentilissime professoresse, carissimo Emil,
lo scorso 20 febbraio si è allontanato da questa vita l’amico Prof. Pino Cacozza, uomo
colto e nuovo cantore dell’Arberia. La sua dipartita è recente e la commozione è tanta per
cominciare una riflessione sulla sua vita e sul contenuto dei suoi scritti.
Pino era uno di noi, un figlio di San Demetrio Corone, maturato culturalmente nel
mito dell’Arberia e dell’Albania già alla fine degli anni ’70. Erano gli anni in cui l’Albania diventava l’oasi da raggiungere per centinaia di giovani Arbëreshë.
Insieme abbiamo avuto la fortuna di iniziare il lungo viaggio della ricostruzione del
nostro stato identitario proprio in occasione dell’arrivo delle delegazioni di studio albanesi
nelle nostre comunità in quegli anni.
Non sono un critico letterario, né un esperto di lingua e letteratura albanese, ma conosco bene l’Arberia della seconda metà del secolo scorso e quella odierna. Posso dire con
animo sereno che Pino, fra tutti gli Arbëreshë, è quello che più si è avvicinato al grande
Poeta J. De Rada. Non solo perché è stato un suo profondo studioso, ma perché, a volte inconsapevolmente, ha percorso come lui la stessa strada artistica e lo stesso impegno organizzativo e politico per l’Albania e l’Arberia.
Pino amava la sua identità e amava l’Albania; e, ispirato da questo binomio sentimentale, creava le sue canzoni, le sue poesie, i suoi romanzi; promuoveva eventi, era presente nella informazione digitale. Sempre spinto da questa forza interiore concentrò ogni
ora del suo giorno a questa piccola Nazione albanese che vive in territorio italiano.
Pino è stato il nostro rapsodo nella fine del Novecento e nell’inizio di questo millennio, colui che ha saputo, fra i pochi, cogliere lo spirito popolare e i miti degli Arbëreshë.
Come uomo, anch’egli ha avuto i suoi limiti e difetti, ma da noi tutti è ricordato come
persona gentile e umile, amico di tutti, sempre pronto al dialogo. Di lui ci parla il grande
amore per la lingua e la cultura degli Albanesi d’Italia e della madrepatria Albania.
Esternava questi sentimenti con il canto, scriveva canzoni, poesie e romanzi, ma non
disdegnava di dedicarsi alla saggistica e alla cronaca quotidiana della lotta che gli Arbëreshë
sostengono per la sopravvivenza della propria identità, di essere protagonista ed attore della
stessa.
Con piccolo orgoglio posso dire di essere stato il suo primo editore, pubblicando nel
1988 le sue giovanili opere prime (conservo ancora una trentina di copie di cui Vi farò dono)
Federazione Associazioni Arbëreshe-Federata e Shoqateve Arbëreshe
Piazza della Repubblica 9/a, 87019 Spezzano A. –tel. 3388700823; mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. di aver nel passato molto valorizzato la sua azione. Cose che scriverò con calma senza
farmi trascinare dalle emozioni per la perdita dell’amico.
Questa mia lettera, suggerita solo dai sentimenti di amicizia per lui, si rivolge a Voi,
massimi responsabili del QSPA, con la preghiera di non dimenticarvi del “patriota” Pino Cacozza e di onorarlo nel nostro Istituto come merita.
So bene che troppo recente è il suo allontanamento da noi e che bisogna avere la pazienza di riflettere a mente fredda.
La FAA non si dimenticherà di Pino, come credo non lo faccia la gran parte degli Arbëreshë. E nel tempo programmerà iniziative adeguate per il suo ricordo. Insieme abbiamo
dato vita alla nostra Federazione e lui mi affiancava come Vicepresidente nel lavoro quotidiano. Ma sarebbe straordinariamente importante che lo facessero anche le istituzioni accademiche e culturali dell’Albania.
Già lo ha fatto il ministro P. Majko con la sua lettera di cordoglio alla famiglia, di cui
abbiamo avuto conoscenza grazie alla prof.ssa Elidiana Canaj, grande amica degli Arbëreshë, e che stiamo già valorizzando. Speriamo, tuttavia, che l’Albania, la terra di cui Pino si
sentiva figlio, continui a ricordarlo e onorarlo in futuro.
Nel ricordo di Pino, vi invio i miei più cordiali saluti.
Damiano Guagliardi

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