ViaggioAlbaniaTombaSkanderbegTIRANA, 5. Un pellegrinaggio alle radici della Chiesa arbëreshë. È questo il senso della visita che una delegazione, guidata dal vescovo Donato Oliverio, ha compiuto nei giorni scorsi in Albania, terra madre dei profughi che nel XVsecolo fondarono o ripopolarono i paesi che oggi costituiscono l’eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale. Un modo per avviare il percorso celebrativo dell’eparchia che si avvicina al suo primo centenario di vita dall’istituzione avvenuta nel 1919.


La visita è stata organizzata dall’associazione che porta il nome di Pal Engjëlli, antico arcivescovo di Durazzo, al quale si attribuisce la prima testimonianza scritta in lingua albanese — la formula battesimale, risalente al 1462 — e che fu amico e consigliere di Giorgio Castriota Skanderbeg, paladino nella difesa della libertà, della fede cristiana e dell’autodeterminazione del popolo albanese a fronte dell’avanzata musulmana nel suo territorio. L’associazione cura con attenzione, da diversi anni, legami di fratellanza con gli albanesi in Italia e ha preparato per la delegazione dell’eparchia di Lungro un denso e qualificato programma di incontri. All’arrivo gli ospiti sono stati accolti da Ilirjan Celibashi, presidente dell’associazione e ministro per i Rapporti con il Parlamento, cui ha fatto seguito la visita al presidente della Repubblica, Bujar Nishani, e al primo ministro Edi Rama. Significativi gli incontri con i rappresentanti delle religioni presenti nel Paese: cattolici, ortodossi, protestanti, musulmani, bektashani. In ambito ecclesiale la delegazione è stata accolta, nella sede della Chiesa ortodossa autocefala albanese, da sua beatitudine Anastasios e dai vescovi suoi collaboratori. Dopo l’incontro con il nunzio apostolico in Albania, arcivescovo Ramiro Moliner Inglés, significativa è stata la messa concelebrata nella cattedrale di Scutari dall’arcivescovo di ShkodrëPult, Angelo Massafra, presidente della Conferenza episcopale albanese, durante la quale è stato ricordato il viaggio apostolico compiuto il 25 aprile 1993 da Giovanni PaoloII. Molto sentita anche la visita compiuta a Lezhë, presso la tomba di Skanderbeg, difensore della cristianità europea nel XVsecolo.

(Pietro Lanza)

© Osservatore Romano - 5-6 maggio 2014

TIRANA, 5. Un pellegrinaggio alle radici della Chiesa arbëreshë. È questo il senso della visita che una delegazione, guidata dal vescovo Donato Oliverio, ha compiuto nei giorni scorsi in Albania, terra madre dei profughi che nel XVsecolo fondarono o ripopolarono i paesi che oggi costituiscono l’eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale. Un modo per avviare il percorso celebrativo dell’eparchia che si avvicina al suo primo centenario di vita dall’istituzione avvenuta nel 1919.
La visita è stata organizzata dall’associazione che porta il nome di Pal Engjëlli, antico arcivescovo di Durazzo, al quale si attribuisce la prima testimonianza scritta in lingua albanese — la formula battesimale, risalente al 1462 — e che fu amico e consigliere di Giorgio Castriota Skanderbeg, paladino nella difesa della libertà, della fede cristiana e dell’autodeterminazione del popolo albanese a fronte dell’avanzata musulmana nel suo territorio. L’associazione cura con attenzione, da diversi anni, legami di fratellanza con gli albanesi in Italia e ha preparato per la delegazione dell’eparchia di Lungro un denso e qualificato programma di incontri. All’arrivo gli ospiti sono stati accolti da Ilirjan Celibashi, presidente dell’associazione e ministro per i Rapporti con il Parlamento, cui ha fatto seguito la visita al presidente della Repubblica, Bujar Nishani, e al primo ministro Edi Rama. Significativi gli incontri con i rappresentanti delle religioni presenti nel Paese: cattolici, ortodossi, protestanti, musulmani, bektashani. In ambito ecclesiale la delegazione è stata accolta, nella sede della Chiesa ortodossa autocefala albanese, da sua beatitudine Anastasios e dai vescovi suoi collaboratori. Dopo l’incontro con il nunzio apostolico in Albania, arcivescovo Ramiro Moliner Inglés, significativa è stata la messa concelebrata nella cattedrale di Scutari dall’arcivescovo di ShkodrëPult, Angelo Massafra, presidente della Conferenza episcopale albanese, durante la quale è stato ricordato il viaggio apostolico compiuto il 25 aprile 1993 da Giovanni PaoloII. Molto sentita anche la visita compiuta a Lezhë, presso la tomba di Skanderbeg, difensore della cristianità europea nel XVsecolo.

(Pietro Lanza)

© Osservatore Romano - 5-6 maggio 2014

Ka sënduqi...

antica mappa degli insediamenti arbereshe nel sud dellItaliaBasandosi sulle origini storiche, le comunità italiane che possono dirsi arbëreshe sono circa cinquanta contando una popolazione complessiva di circa centomila persone. Tuttavia, nessuno è og

...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 6545
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 9693
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 18951
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 10050
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...