Scrisse diversi testi di carattere storico - sociale, pedagogico e letterario. Tra le sue opere più importanti, che sono custodite in numerose biblioteche nazionali in Italia, è da annoverarsi il "Manuale di Letteratura albanese", pubblicato dalla Hoepli di Milano nel 1896, recensita sul n. 3 del 31 gennaio 1897 di "Ili i Arbreshëvet / La Stella degli Albanesi", diretta da Antonio Argondizza. Partecipò (aderì?) al I Congresso Linguistico Albanese indetto da Girolamo De Rada e tenutosi a Corigliano Calabro dal 1° al 3 ottobre 1895. Fece parte della Commissione incaricata alla compilazione del dizionario albanese unitamente a Giovanni Damis, Orazio Capparelli ed altri studiosi dell'Arbëria (2° Congr. Lungro, febb.1897). Si spense a Roma nel 1925.
Monografie
- In Crimea (Guerra di Crimea. 1853 - 1856 - Partecipazione piemontese), tip. G. Dastoli, Catanzaro 1889, 98 p.
- Il genio di Scanderbeg (poema), ed. R. Sandron, Palermo 1892, 16 p.
- Manuale di letteratura Albanese, U. Hoepli Edit. serie scientifica. Milano 1896, 16, XXIV, 280 p.
- Di borgo in borgo, ed. V. Muglia, Messina 1897, 137 p.
- Nel mondo dei fanciulli: letture per la quinta classe elementare maschile, ed. Crupi & Muglia, Messina 1899, 232 p.
- Estensione e limiti del concetto di pedagogia, ed. R. Sandron, Milano, 292 p.
- Il potere d'inibizione nella fisio-psicologia e nella pedagogia, ed. D'Amico, Messina 1900
- Dell'educazione dei sentimenti dal punto di vista individuale e sociale, 2. ed., ed. R. Sandron, Milano 1904, VIII, 208 p.
- La psicologia collettiva, ed. R. Sandron, Milano 1905, 158, 36 p. (due edizioni)
- Pedagogia sociale, ed. R. Sandron, Milano 1907, 331 p. (seconda edizione 1914)
- Il corso popolare nelle scuole di Roma (direzione generale didattica), tip. Coop. Sociale, Roma 1917, 4, 75 p.
- Gli asili infantili: discorso letto in Gioiosa Marea (prov. di Messina) il giorno 5 giugno 1892, Festa dello Statuto, per la solenne inaugurazione dell'asilo infantile Regina Margherita, tip. Pacì, Patti 1892, 8, 23 p.
- Retorica e istruzione: discorso letto in Patti il 5 giugno 1892, Festa dello Statuto, in occasione della solenne distribuzione dei premi agli alunni delle scuole secondarie ed elementari, tip. Pacì, Patti 1892, 8, 25 p.
- Verità: conferenza pubblica tenuta in Messina il 10 luglio 1904, per incarico dell'Università popolare, tip. R. Alicò, Messina 1904, 27 p.
- Relazione sul riordinamento dell'amministrazione scolastica, tip. S. Morano, Napoli 1910, 8, 21 p.
- I grandi scrittori italiani - Manualetto ad uso delle scuole secondarie Catanzaro 1887
- Gli scrittori georgici italiani Catanzaro 1887
- Emigriamo ! - Novella - Catanzaro 1888
Vi sono anche altri scritti, da individuare nella Scheda del Sistema Bibliotecario Nazionale -SBN-.
E' singolare che in una Nota in calce al poemetto " Il genio di Scanderbeg", l'Autore in dimestichezza con Pier Domenico Damis , con cui asserisce aver corrispondenza, evidenzi il di lui pensiero in relazione ai giovani cui si sente legato, pur in età, proponendo in una missiva ricevuta tra le altre la di lui espressa considerazione che "amo i giovani... la nostra terra natale aveva una gioventù ben altrimenti operosa di mente e di cuore che non è l'odierna, salvo beninteso qualche eccezione".E' uno dei possibili spunti per meglio penetrare il pensiero del vecchio patriota,legatissimo alla gioventù. Sul Testo Retorica E Istruzione , vi è una dedica autografa a Dom Damis
Gli interventi integrativi(forse ?), me li sono permessi per un fine superiore,atteso che si è evitata la coordinazione. Grazie F .D.
Insomma, vogliamo Alberto Straticò ? Ebbene! Curiamo di recuperare (insieme) sei decenni di degrado mortificante! Il resto verrà !!!
nel confermarti che la rimessati Scheda Biobibliografica , tale definibile, su Albereto Straticò da proporre ai Lettori del benemerito Sito valeva a dare corpo a quel riferimento che avevo svolto nel breve mio scritto su Alfredo rimesso a te solo e non all'Informatore ( anche perché il voler apparire è una scostante che poco si connota al mio carattere tendenzialmente non incline alle scene), mi sembra ora opportuno indicare il motivo da cui è sorta l'esigenza, proprio per confermare che l'Alfreduccio in questi giorni commemorato a vario titolo con fondamentale finalità volta al di Lui ricordo e per evidenziarne la parte attiva e propositiva della sua personalità, non era tanto poi lontano da quelle mie impressioni vergate in quello scritto. Infatti, sorto anche questa volta come un fungo il fatto che si dovesse intitolare la Biblioteca ad Alberto Straticò ( con un certo sussiego tutto suo e lungrese mi disse - a me ignaro ed alieno dall'aver tenuto specifica contabilità al riguardo- : " E' la terza volta che inaugurano la Biblioteca"), avendo letto il Cartoncino predisposto per il Visitatore , e trovatolo quanto meno scarno se non incompleto( forse ci sarebbe anche qualche refuso?, più di uno?), ne parlai con lui in una sua frequente visita, gradita peraltro perché di stretto rigore familiare, e di qui sorse spontanea l'intesa a rivedere insieme questo novello Carneade offuscato dai molti decenni, dai molti vini passati sotto i ponti, e dai molti ismi che ben comun i ci hanno dilettato per oltre sessant'anni, concordando una azione congiunta originata da un suo primigenio intento di avere in cantiere delle schede biografiche di scrittori Lungresi. E così è venuta fuori la Scheda Biobliografica ora in attenzione ai Lettori del Sito, almeno di tanto siamo stati capaci, senza voler strafare e con il non sopito pensiero di non voler artatamente recare offesa alla Memoria del nostro Concittadino, il quale di gnognero ne doveva pur avere in abbondanza, non tanto per quanto ha scritto, ma per il modo, per i concetti, per le linee di sviluppo e per i contenuti dei suoi scritti, in cui primeggia quel disegno organico di impostazione della nostra letteratura albanese, ripescando con un senso applicativo non comune e tanto più da encomio per quel periodo in cui l'opera è stata impostata e scritta, quasi tutti gli importanti scrittori che hanno contribuito a dare senso completo alla nostra letteratura [una sola per me imperdonabile incauta leggerezza: non aver scritto tre volte tanto, infarcendo il testo di una appendice organica di tutti i principali scritti in albanese, pur se ad allora era in pieno svolgimento la guerra della lingua ( come scriverla, con quale alfabeto, con quali segni anche nuovi ?. Egli stesso fu nominato membro della Commissione per la stesura di un Vocabolario Albanese dal Congresso di Lungro nel 1897 )]. Si sarebbe intera salvata tutta la nostra Arca di Noé, in cui Lungro avrebbe dato la scansione di principale effetto, così come è avvenuto per l'aspetto musicale, per il cui merito di salvaguardia riconosco a molti il senso applicativo, pur non essendo esperto nello specifico.
Grazie per l'ospitalità e con preghiera di non tagliare a futura memoria, pur se una "Scheda Biobibliografica". FD
18.08.09
Biografia aggiunta nel mese di maggio 2016:
Alberto Straticò (1863-1926), professore di Lettere italiane nei licei, nato a Lungro (Cosenza), di origine arbëresh, dopo aver ricoperto la carica d’Ispettore scolastico in Sicilia, diviene Direttore Generale nelle Scuole della Capitale. Attento educatore politico, ritiene fondamentale compiere un esame critico della vita sociale e politica, indicando l’analisi quale strumento essenziale e punto ineludibile di partenza per un sicuro rinnovamento. Per questo motivo ha sempre occupato un posto in prima linea nelle battaglie nazionali dirette all’alfabetizzazione su vasta scala e all’unificazione morale, nell’intento più ampio di superare anche le stridenti contraddizioni legate alla vita economico-produttiva delle comunità albanofone in Italia. Partendo dalle suggestioni offerte da Galilei, Locke e Pestalozzi, per elaborare nuovi criteri letterari, storici o pedagogici, si lascia poi coinvolgere dall’insegnamento herbartiano, formulando una sua personale interpretazione del concetto di pedagogia. Per Straticò diviene prioritario il rinnovamento del metodo ai fini del rafforzamento della scuola statale contro l’ostilità clericale. Per questo cerca di dare nuovo impulso alle scuole professionali, proponendo la modifica delle scuole tecniche, sì da rispondere concretamente alle nuove richieste provenienti dal mondo del lavoro. Il fine dell’educazione risulta, allora, il Leit Motiv principale di tutta l’organizzazione e l’operosità scolastica, avente come campo d’azione reale la società.