“Albania: The spirit of the times”, ospitata nel Museo d’Arte Contemporanea di Acri (MACA), rappresenta l’invito per un fattivo dialogo con il recente passato dell’Albania visto attraverso l’arte albanese del Novecento, che assume valore paradigmatico per comprendere le vicende di un paese rimasto a lungo isolato dal resto del mondo da una delle dittature meno conosciute e più paranoiche di tutti i tempi.
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Il primo utilizzo in Italia di una innovativa matrice (fra quelle in commercio) a rete acellulare di collagene di derivazione cutanea fetale bovina nella ricostruzione mammaria porta la firma di un calabrese. Si tratta del chirurgo senologo-oncologo Domenico Gerbasi, originario di Spezzano Albanese (nel cosentino) e attuale coordinatore della Breast Unit Bergamo Est (www.seonologiabergamoest.it) con sede presso l'ospedale “Bolognini” di Seriate (BG).
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Celebrata la figura di Scanderbeg e le tradizioni di un popolo
È stata una grande festa di colori, musiche e tradizioni quella celebrata a Firmo in occasione della XXV "Rassegna Culturale Folcloristica per la Valorizzazione delle Minoranze Etniche". Una comunità intera ha accolto e ammaliato i gruppi ospiti di ben 15 paesi arbëreshë giunti da Calabria, Puglia e Sicilia. Piena soddisfazione, quindi, per l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gennarino Russo che, per l'occasione, non ha nascosto il proprio entusiasmo, evidenziando come “il fare rete” sia sempre la carta vincente per “fare bene”.
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Torna a Firmo la celebrazione della giornata del 25 aprile con grande soddisfazione dell'amministrazione guidata dal sindaco Gennarino Russo. Il programma, che si aprirà alle 10.30 con una cerimonia religiosa officiata da padre Mario Santelli e con la deposizione di una corona a ricordo dei caduti, sarà arricchito dalla presenza di una rappresentanza delle scuole dell'Istituto Omnicomprensivo locale oltre che dei militari della stazione dei Carabinieri di Lungro e dei Vigili Urbani.
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La resistenza non violenta degli albanesi della Kosova all'oppressione serba, nel decennio degli anni '90, nel coinvolgere tutta la società kosovara, rappresenta un fenomeno di incommensurabile ed alto valore civile; purtroppo quanto realmente succedeva nel cuore dei Balcani non fu adeguatamente rappresentato all’opinione pubblica europea, il che ha permesso all'Europa stessa di evitare di schierarsi a sostegno della resistenza non violenta capeggiata da I. Rugova.
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