Il libro, ristampato in seconda edizione, è ancora un omaggio alla memoria del suo autore arbëresh Dott. Francesco Bugliari.Per info contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
E' stata ripubblicata la biografia del vescovo Mons. Giuseppe Bugliari (1813-1888) scritta dal Dott. Francesco Bugliari (1850-1926) il quale aveva composto un'altra biografia su Mons. Francesco Bugliari. Entrambi sono stati vescovi presidenti del Collegio Corsini, fondato a s. Benedetto Ullano (1732) e trasferito a S. Demetrio Corone (1794). Il giornalista Cav. Luciano Bugliari nella presentazione della ristampa scrive: "Entrambi i vescovi si sono adoperati a dar vita e decoro al glorioso Collegio di S. Adriano". I manoscritti delle due biografie sono stati pubblicati dal Com. Angiolino Bugliari, figlio dell'autore. Nella presentazione della ristampa della monografia su Giuseppe Bugliari si scrive: "Con questa ristampa, vogliamo contribuire alla pubblicazione di quest'opera, per dare il giusto omaggio e doverosa riconoscenza a un illustre casato, che ha onorato la storia di S. Sofia e tutte le Comunità arbëreshe".
Il volumetto (Francesco Bugliari, Mons., Giuseppe Bugliari, Vescovo di rito greco bizantino, Presidente del Collegio italo greco di Sant'Adriano, 1813-1888, Caltagirone, 2007, pp. 84) traccia il percorso biografico di Francesco Bugliari: ambito familiare, formazione culturale, preparazione, servizio pedagogico, elezione episcopale, traversie giuridico-istituzionali, ministero nel Collegio.
Riportiamo il necrologio - egli era morto il primo di settembre 1988 - firmato dal Sac. Nicola Lopez di S.Demetrio Corone e pubblicato dal "Corriere di Roma" del 16 settembre del 1888 e ristampato nella presente biografia (pp. 77-78):
"Pace e Gaudio al suo spirito!
Nacque il 12 marzo 1813, e compì i suoi studi nel Seminario di Bisignano, che allora brillava sì per la valenza dei professori e sì per l'opera indefessa del non mai abbastanza compianto mons. Vescovo Felice Greco.
Unto sacerdote, si diede all'insegnamento di Lettere e di Scienze, e per più anni fu educatore in parecchie proficue famiglie delle due province di Cosenza e Catanzaro.
Con breve del 10 settembre 1875 fu dalla Santità di Pio IX promosso alla Sede Vescovile di Dansara i.p.i. e con altro di pari data fu deputato alle ordinazioni per gl'Italo-greci di Calabria e Basilicata. Per questo secondo ufficio e per il Decreto Reale del 15 aprile 1876, col quale veniva nominato Presidente del Collegio italo-greco di S. Adriano, fu anche nominato Abate Commendatario di S. Benedetto Ullano, per essere la Badia dello stesso nome annessa alla Mensa Vescovile. Dimorò al Collegio di S. Adriano, sede e sfera di vescovile giurisdizione, dal 1882 al 1885, dopo 22 anni dacchè, per effetto del Prodittatoriale Decreto del 26 ottobre 1860, nel posto di Vescovo Presidente, naturale reggitore del luogo, si era insediata una Commissione testè disciolta.
Colà, sebbene in una posizione ben diversa da quella degli illustri predecessori, malgrado gli acciacchi della salute e le cento altre difficoltà, Egli, saggio sempre e operoso, accurato e zelante del bene degli Albanesi, spiegò ogni industria per salvare i loro privilegi e tutelare i diritti della Chiesa, non dipartendosi dalla volontà dell'immortale fondatore Clemente XII, espressa col mezzo di varie Bolle, che furono e sono l'organico dell'Istituto nonché la fonte originaria dei privilegi degli Albanesi.
Il bene arrecato al Collegio di S. Adriano dalla Venerabile figura del Vescovo di Dansara di certo non risulta agli occhi di tutti, ma con franchezza si può affermare aver egli delicatamente e nobilmente adempiuto l'apostolica sua missione nel Collegio e fuori, massimamente se si ha riguardo ai tempi e alle condizioni in cui egli visse" (Besa/Roma).