Quest’anno, grazie alla provvidenziale scansione dei tempi sarà il dio-bambino, appena arrivato a guidarci fuori dal tafos, a farci riscoprire quanto zoì, siamo, in un contesto in cui la morte sembra guadagnare sempre più terreno: anche quando no ha un coltello in mano, ferisce inesorabilmente tanto che le parole di Benedetto XVI, riferite agli Efesini, già pagani, risultano tristemente adatte: «Paolo ricorda agli Efesini come, prima del loro incontro con Dio, fossero “senza speranza e senza Dio nel mondo"(Ef 2,12) naturalmente egli sa che essi avevano avuto degli dei, che avevano avuto una religione, ma i loro dei si erano rivelati discutibili e dai loro miti contraddittori non emanava alcuna speranza. Nonostante gli dei essi erano “senza Dio” e conseguentemente si trovavano in un mondo buio, davanti a un futuro oscuro. “In nihil ab nihilo quam cito recidimus” (Nel nulla, dal nulla quanto presto ricadiamo Corpus Inscrit. Lat. vol. VI n. 26003)…» (Ben. XVI Spe salvi, Città del Vaticano 2007 pp. 4-5). Invece l’Azione Cattolica Diocesana e il Meic dell’Eparchia di Lungro, come «i Magi, guidalti dalla stella» si fanno accompagnare dalla culla al tafos, dalla guida sapiente di padre Stancari nel secondo incontro di un percorso che, iniziato a San Cosmo in settembre, ci accompagnerà per tutto l’anno, nel tentativo di fare eco fruttuosa della Parola vissuta nella Liturgia.
La liturgia comprende e
mirabilmente esaurisce i bisogni del cristiano ma in un tempo in cui la oralità
non è più il modo di apprendere del mondo in cui viviamo si rende evidente una
«ri-alfabetizzazione» della nostra fede proprio per combattere quella ignoranza
troppo spesso volutamente confusa con la virtù cristiana della «semplicità»
fosse così sarebbe da rivedere il calendario perché andrebbero esclusi metà dei
santi padri. Questo compito è il proprio della Azione Cattolica, specialmente
in questa fase della sua lunga gloriosa vita, ma pare non particolarmente
apprezzato e trovato utile dalla maggioranza di clero e laici. Però alla
vocazione bisogna rispondere quindi ci apriamo alle parole del biblista che la
provvidenza ci ha regalato, infatti Padre Pino, bolognese di nascita è da 35
anni a Quattromiglia di Rende, nella Casa
del Gelso, a dispensre la Parola, ad accogliere e rilanciare le ansie, le
gioie le attese della chiesa cui è dato. Dal 1987 all’apertura della Scuola
Teologica “Giovanni Stamati” è particolarmente vicino alla nostra Eparchia,
avendo tenuto i corsi di Sacra Scrittura, da alcuni anni tirne le meditazioni agli
Incontri di clero, è biritualista e vicino al Collegio della Diocesi di Lungro.
Fortemente voluti dal presidente diocesano Luigi Viteritti il Corso biblico è
aperto a tutti.