E'
stato un grande successo di pubblico e di approvazioni lo spettacolo teatrale
andato in scena, in anteprima mondiale, sabato 2 maggio nel Cine-teatro di
Spezzano Albanese. L'opera prima di Demetrio Corino, intitolata
"Jeta" (La vita), ha avuto un positivo riscontro da parte di un affollatissimo
e colto parterre, impreziosito dall'assessore alla Cultura e Minoranze
Linguistiche della Regione, Damiano Guagliardi, e dall'assessore provinciale
alle Minoranze Linguistiche, Donatella Laudadio.
.
Lo spettacolo, che ha visto
come protagonisti due esuberanti "Sisina" e "Francesco",
magistralmente interpretati da Adele Marino e Cenzino Barbati, è scivolato
attraverso il racconto degli anni passati, raffigurati da mimi in costume che
ne hanno ri-tracciato i ricordi, con musiche, canti e poesie. Ad unire il tutto
è stata la lingua arbëreshe, vera ed unica l'unica linea conduttrice di tutti i
dialoghi.
L'evento,
che rientra nel programma del progetto regionale "La Primavera delle Minoranze
Linguistiche", organizzato dall'assessorato alle Minoranze linguistiche della
Provincia di Cosenza, retto da Donatella Laudadio, è stato uno dei 44
appuntamenti che ha visti coinvolti tutti i centri albanofoni della regione
Calabria, compresa la comunità occitana di Guardia piemontese. Per l'occasione
era presente anche l'esperto di minoranze Francesco Fusca, membro del Gruppo di
studio nazionale per la Legge n. 482/99, ed il primo cittadino arbëresh Ferdinando Nociti, il quale ha
sottolineato l'importanza di promuovere e valorizzare "questa ricchezza" che la
comunità di Spezzano da sempre porta intrinseca nella sua radice.
Ritornando allo spettacolo, durato circa un'ora e mezza, il leitmotiv della storia è sviluppata dal racconto dei due protagonisti, nati nei primo del Novecento, e che oggi, anziani, davanti ad un focolare in una notte d'inverno, raccontano i tempi della loro giovinezza. Due vite che si intrecciano in un'unica trama che l'autore, Demetrio Corino, ha sapientemente saputo amalgamare. Battute ironiche tengono allegro il pubblico, che spesso trova nei dialoghi dei personaggi i modi di dire della tradizione locale; ma anche le riflessioni sulla guerra, che ha tolto alla coppia un figlio, sono profonde; ed infine il monologo dell'uomo il quale, prima di andare a letto, "pensa" al proprio "breve" futuro con la moglie in uno dei momenti più significativi quale atto d'amore nei confronti della propria consorte. Straordinarie le musiche e le poesie, alcune della poetessa locale Anna Maria Basile.
Un plauso speciale va agli attori della stessa compagnia "Il Sipario", rappresentata dal presidente Pino Piragine, che ancora una volta sono stati in grado di realizzare un grandissimo momento di riflessione e di comunione sociale
Ritornando allo spettacolo, durato circa un'ora e mezza, il leitmotiv della storia è sviluppata dal racconto dei due protagonisti, nati nei primo del Novecento, e che oggi, anziani, davanti ad un focolare in una notte d'inverno, raccontano i tempi della loro giovinezza. Due vite che si intrecciano in un'unica trama che l'autore, Demetrio Corino, ha sapientemente saputo amalgamare. Battute ironiche tengono allegro il pubblico, che spesso trova nei dialoghi dei personaggi i modi di dire della tradizione locale; ma anche le riflessioni sulla guerra, che ha tolto alla coppia un figlio, sono profonde; ed infine il monologo dell'uomo il quale, prima di andare a letto, "pensa" al proprio "breve" futuro con la moglie in uno dei momenti più significativi quale atto d'amore nei confronti della propria consorte. Straordinarie le musiche e le poesie, alcune della poetessa locale Anna Maria Basile.
Un plauso speciale va agli attori della stessa compagnia "Il Sipario", rappresentata dal presidente Pino Piragine, che ancora una volta sono stati in grado di realizzare un grandissimo momento di riflessione e di comunione sociale