"A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimettete resteranno non rimessi" (Gv  20,23). Questa parola di Gesù risorto ai suoi discepoli è stata interpretata come l'incarico e il potere di rimettere i peccati.
.

La Chiesa ha realizzato questo ministro di riconciliazione attraverso una prassi che ha assunto diverse forme nelle varie epoche che si possono identificare in tre più rilevanti:

  1. Epoca delle disciplina "classica" (canoni degli antichi concili e Padri del IV secolo);
  2. Epoca del predominio dei libri disciplinari, dei Nomokànones penitenziali;
  3. Epoca dello sviluppo moderno, i Nomokanones persero il loro predominio"

Nella Chiesa antica il processo della penitenza comprendeva tre momenti:

Ø  Il peccatore noto per gravi peccati veniva escluso dalla Comunità ecclesiale;

Ø  Seguiva il periodo di penitenza vero e proprio per un certo numeri di anni;

Ø  Riammissione alla Comunione, una volta compiuta la penitenza.

Il terzo momento era fortemente contrastato. Vi erano correnti rigoriste - come il montanismo e le tesi di  Novaziano - che riducevano il potere di perdono della Chiesa. Un'altra corrente sottolineava la misericordia divina e il conseguente comportamento della Chiesa (Canoni di S. Basilio, canone 102 del Concilio Trullano del 692). "Il canone significa il riconoscimento di un cambiamento radicale verificatosi nella storia della disciplina ecclesiastica" (Wagner). Liturgicamente il processo di riconciliazione comportava quattro gradini:

  1. Il primo era quello della compunzione: "pianto"davanti alla chiesa;
  2. Il secondo è quello dell'ascolto delle Scritture in chiesa;
  3. Il terzo è quello delle "prostrazioni", sui penitenti la Chiesa fa delle preghiere;
  4. Il quarto, il più alto, è quello dello "stare insieme", partecipazione alla preghiera comune.

La seconda epoca è caratterizzata dai Nomokanones, manuali per i confessori, fenomeno parallelo ai libri poenitentiales occidentali quasi contemporanei. "I Nomokànones presuppongono l'istituzione della  confessione privata" (Wagner). Indicano le epitimie, atti di penitenza da compiere. Viene intrapreso un ampio adattamento delle antiche regole alle nuove circostanze storiche ed ecclesiali.

Il tentativo decisivo di adattare le antiche regole penitenziali alle nuove circostanze viene attribuito tradizionalmente al Patriarca di Costantinopoli Giovanni IV il Digiunatore (582-595). Ancora il libro penitenziale di S. Nicodemo l'Agiorita (Exomologhitàrion dell'anno 1818) si fondava sul Kanonkòn di Giovanni il Digiunatore. Questi ha espresso il suo principio: "Presso gli antichi Padri e Basilio il Grande non troviamo prescritto né digiuno né veglie notturne né un preciso numeri di genuflessioni, ma soltanto l'esclusione dalla Santa Comunione. Però noi troviamo giusto che quelli che veramente fanno penitenza...possono abbreviare il tempo" della scomunica. Il confessore diventa quasi il giudice che in base al Nomokànone determina la pena. Progressivamente si è formato un vero rito della confessione, accolto negli Evchològhia dal Groar in poi con diverse preghiere di assoluzione. Il Goar di fronte a certi occidentali, che pensavano che i bizantini non avessero la penitenza, pubblicava una preghiera di assoluzione e "aggiungeva in appendice  all'edizione critica dell'Eucologio un rito di tipo misto (presbiterale-monastico) trovato in un "vetustissimo codice" del secolo XVI che sarà adottato  dalle edizioni ortodosse di Venezia a partire dal 1692, diventando il rito o akolouthia di confessione dell'attuale Euchologio stampato" (Arranz)

Gli attuali Evchològhia riportano il rito liturgico della penitenza che è una vera e propria akolouthia, e questo tanto negli Evchològhia ortodossi quanto quello di Roma (1873).  E con lo stesso titolo (Akolouthia tōn exomologoumènōn). L'Aghiasmatàrion di Roma (1954, vol. I) riporta due akolouthie di cui la seconda "abbreviata" (sýntomos). Gli autori più recenti mettono in rilievo l'aspetto terapeutico delle pene ecclesiastiche (Besa/Roma)

 

Il circolo Besa di Roma ha organizzato un ciclo di lezioni sul tema "I sacramenti nella Chiesa bizantina". Prossima lezione il 17 Marzo. 

Ka sënduqi...

grammalogo.png In Arberia ci sono intellettuali coraggiosi che continuano a lavorare intensamente per la salvaguardia della cultura e della lingua arbëreshe. Uno di loro è certamente il Dott. Gaeta
...

Multimedia

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8348
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12526
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30223
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12225
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...