La mia
modesta conoscenza della lingua greca stava allora consolidandosi. Per questo
io visitai uno dei luoghi a Roma dove si parla il Greco, il Collegio Greco in
Via del Babuino. Questo collegio forma i sacerdoti per tutte le chiese cattoliche
orientali del Mediterraneo dove la lingua si usa per la Divina Liturgia. Un
sacerdote lì (ndr il giovane sacerdote di cui si parla è l'Archimandrita Eleuterio Fortino) mi suggerì di visitare l'Eparchia di Lungro, nel profondo sud
Italia, i cui sacerdoti si trovavano nei paesi italo-albanesi e sarebbero stati
in grado di parlare greco con me. La
breve visita condotta in quell'anno mi entusiasmò tanto che visitai nuovamente
i paesi arbëreshë della Calabria anche nel 1971
e nel 1973.
Nella mia ultima visita nel 1973, rimasi
particolarmente colpito dal santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano.
Sebbene nella chiesa fosse utilizzato il greco antico nella maggior-parte delle
celebrazioni, molte pellegrini provenivano dai paesi latini limitrofi. Quella
volta parlai con il sacerdote (in questo caso in Italiano) chiedendogli perché la
Chiesa, pure ornata di splendidi mosaici, avesse così ampie pareti ancora
bianche e non decorate. Mi spiegò che nessuno fino ad allora aveva capito come decorare
queste chiese nello stile greco bizantino. Fu allora che ricordai di avere un
amico a Creta il cui lavoro era il decoratore di chiese. Stabilii, dunque,
contatti tra il papàs Lupinacci e il mio amico cretese Nikos.
Tra il 1973 e il 2008 non ho mai avuto l'opportunità di visitare nuovamente la Calabria. Ho saputo che Nikos da quel momento ha lavorato diverse volte in Calabria ma no riuscii a sapere quali siano stati esattamente i suoi lavori. Il mio pellegrinaggio di quest'anno, quindi, ha avuto come obiettivo la visita di queste aree e l'ispezione dei dipinti e icone di Nikos che io stesso avevo suggerito. Ho potuto visitare anche tre sacerdoti conosciuti in precedenza e ancora vivi. Ho voluto anche visitare nuovamente il villaggio di San Giorgio presso il quale avevo ricevuto generosa ospitalità. Un uomo giovane, Frando, che mi aveva dato un passaggio in minibus nel 1971 è, dopo 37, ancora al suo posto e lavora nello stesso bar. Le mie foto sbiadite sono ora storiche e molti degli abitanti hanno potuto identificare loro volti del passato loro familiari. Ho potuto scoprire che alcune delle foto da me scattate si riferivano ad un matrimonio del 1969. La coppia vive ancora felicemente insieme ma a Torino.
Il vescovo dell'Eparchia di Lungro è oggi lo stesso sacerdote, papàs Lupinacci, da me incontrato nel 1973 nel santuario. L'Eparca mi ha ricordato con grande precisione la conversazione da noi avuta tanti anni fa e io sono stato in grado di conoscere i dettagli delle visite di Nikos in un periodo di 10 anni. Nikos ha dipinto 4 chiese dell'Eparchia dipingendo un elevato numero di icone per altre chiese. Sono stato contento che qualcuno abbia ricordato il mio modesto contributo nell'introdurre l'arte ecclesiastica greca in tante chiese in una parte sconosciuta d'Italia.
Questa visita in Calabria è stata per me veramente importante. Nel mio breve soggiorno ho potuto ammirare i lavori di Nikos e di altri artisti che lo hanno seguito. Ritrovare i volti lasciati tanti anni prima è stata una grande esperienza emotiva. La difficoltà di raggiungere alcuni di questi villaggi ha reso questo soggiorno più eccitante e stimolante. Come si fa a spostarsi arrivando in un paese dove l'unico autobus che lo collega al resto del mondo parte alle 6 del mattino?
Articolo apparso su: www.stcuthbertscolinton.org.uk