I lavori sono stati introdotti dal vescovo, mons. Ercole Lupinacci, che ha presentato e commentato le parti più significative della nota pastorale della CEI (29/6/2007) "Rigenerati per una speranza viva" (I Pt 1,3), emanata a conclusione del IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona.
La prima relazione è stata svolta dal protoierèo Cristian Barta, rettore del Seminario maggiore di Blaj (Romania) su: "La chiamata di Dio: teologia della vocazione". Prendendo spunto da un documento della Pontificia opera per le vocazioni ecclesiastiche "Nuove vocazioni per una nuova Europa", egli ha impostato la sua riflessione sotto tre aspetti:
a) antropologico: prima di parlare della vocazione sacerdotale ci si deve soffermare sulla vocazione umana e cristiana in genere, con la diversità dei carismi dati a ciascuno, nella dimensione del rapporto tra Dio e l'uomo; b) trinitario-ecclesiale: la vocazione ha come principio la SS. Trinità, poiché lo Spirito è inviato dal Padre nel nome del Cristo Risorto, ma la sua realizzazione è anche frutto della maternità spirituale della Chiesa; c) liturgico-mistagogico: la Liturgia, nel celebrare il mistero della nostra redenzione, genera la comunione e costruisce la fraternità tra i credenti, diventando essa stessa mistagogia per eccellenza, in ordine alla formazione delle vocazioni.
La seconda relazione tenuta da papàs Pietro Lanza, rettore del Seminario maggiore di Lungro, è stata incentrata su "La risposta dell'uomo: pastorale delle vocazioni". Egli, con numerosi riferimenti alle S. Scritture, ai SS.Padri e ai documenti del Magistero della Chiesa, ha sottolineato il valore delle molteplici vocazioni nella Chiesa ed in particolare della chiamata al sacerdozio ministeriale, evidenziando la necessità di una pastorale unitaria ed organica, sostenuta dalla preghiera e dalla testimonianza, che deve coinvolgere ogni credente, sebbene la responsabilità ricada specialmente sul vescovo e i sacerdoti. Il seminario diocesano, poi, è un aspetto della pastorale vocazionale, un luogo di discernimento che offre ai giovani un processo di formazione per una risposta matura. Nella terza relazione di mons. Santo Marcianò, arcivescovo di Rossano-Cariati su "La formazione del cuore: pedagogia delle vocazioni", è stato affrontato il problema della crisi delle vocazioni, dovuta anche al crescente relativismo. Un'autentica pedagogia della vocazioni deve poter: educare, accompagnare, guidare, formare. In particolare il ruolo del seminario è in tal senso essenziale. Esso non è soltanto un luogo di abitazione, ma una comunità specificatamente ecclesiale, che cura principalmente la formazione umana, spirituale, intellettiva e pastorale.
Alle relazioni sono seguiti vari interventi e poi i temi trattati sono stati dibattuti nei gruppi di studio. Dalla discussione sono emerse le seguenti proposte:
1) Necessità di riflettere ulteriormente sul carattere e la natura della vocazione;
2) analisi dei motivi che generano la crisi attuale delle vocazioni, per intervenire con una efficace azione pedagogica;
3) sostegno delle istituzioni ecclesiali alla famiglia all'inizio e durante il percorso vocazionale, con un'adeguata azione pastorale;
4) ruolo del sacerdote quale guida spirituale della comunità, che con la sua testimonianza e le sue qualità umane di bontà, umiltà, carità stimola la chiamata alla vita sacerdotale;
5) ruolo del seminario, inteso non solo come opportunità di formazione, ma anche un luogo per progettare una pastorale vocazionale organica ed occasione di osmosi con la realtà eparchiale, inserendo i giovani seminaristi in particolari iniziative parrocchiali.
Al termine dei lavori è stato formulato un documento finale, letto, discusso ed approvato in assemblea (Besa/Roma).