zotiSergioStrafaceOggi è stata una giornata storica per la Diocesi di Cassano che ha ricevuto la visita di papa Francesco. Questo evento sarà ricordato per la semplicità e spontaneità del protocollo e per il forte messaggio che il Papa ha inviato ai mafiosi e 'ndranghetisti definiti "scomunicati, non in comunione con Dio".

"La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo chiedono i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare". Anche in questi "momenti di difficoltà" il male non avrà l'ultima parola, quindi "non lasciatevi rubare la speranza",  raccomanda il Papa. E "per questa fede, noi rinunciamo a Satana e a tutte le sue seduzioni; rinunciamo agli idoli del denaro, della vanità, dell’orgoglio e del potere".

Un altro importante messaggio il papa lo ha inviato, implicitamente, ai politici che, per la prima volta in una visita Pastorale sono stati esclusi dagli incontri ufficiali e a cui non sono stati riservati posti d'onore.

L'Eparchia di Lungro, seppur non destinataria della visita del Pontefice, ha avuto comunque un ruolo di primo piano, specie nel corso della celebrazione della Messa cui ha partecipato il Vescovo, mons. Donato Oliverio. Nel corso della celebrazione papàs Sergio Straface, segretario del Vescovo di Lungro, ha cantato il Santo Vangelo in greco, accompagnato dal coro della Cattedrale di Lungro diretto da papàs Arcangelo Capparelli.

Ecco il passaggio dell'omelia del Papa nel quale viene citata l'Eparchia di Lungro:

Oggi, come Vescovo di Roma, sono qui per confermarvi non solo nella fede ma anche nella carità, per accompagnarvi e incoraggiarvi nel vostro cammino con Gesù Carità. Voglio esprimere il mio sostegno al Vescovo, ai presbiteri e ai diaconi di questa Chiesa, e anche dell’Eparchia di Lungro, ricca della sua tradizione greco-bizantina. Ma lo estendo a tutti, a tutti i Pastori e fedeli della Chiesa in Calabria, impegnata coraggiosamente nell’evangelizzazione e nel favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi. E lo estendo anche alle Autorità civili che cercano di vivere l’impegno politico e amministrativo per quello che è, un servizio al bene comune.

 

Omelia completa di Papa Francesco a Sibari

 

 

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