Carissimi tutti,
“grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo" (Fil. 1,1).
Nel momento in cui viene resa pubblica la nomina che il Santo Padre, Benedetto XVI, ha voluto fare della mia povera persona a vostro nuovo Vescovo Eparchiale mi nasce nel cuore l’esigenza di farvi giungere un primo saluto colmo di tanto affetto e i sentita comunione.


Vi confesso che grande è l’emozione e forte la trepidazione per l’enorme responsabilità che mi viene affidata. Mi ha sostenuto nel dire il mio sì alla decisione del Papa un atto di fede e di obbedienza.
Mentre vi scrivo, il mio primo pensiero va al Signore, il quale in questa occasione, "ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” (I Cor. 1,27).
Mi sento avvolto dal suo amore infinito e confuso per la mia piccolezza, ma desidero mettere a sua totale disposizione la mia vita con l’entusiasmo della prima ora in cui ho sentito in me la sua chiamata al sacerdozio.
Esprimo commossa riconoscenza al Santo Padre perché con questa scelta mi dimostra una stima e fiducia, che vanno molto al di là dei miei meriti. A Lui voglio manifestare l’affetto ed una profonda comunione di intenti non solo mia, ma anche di tutta la Chiesa Lungrese, della quale con questa sua decisione mi costituisce pastore e padre.
Porgo a Sua Santità Benedetto XVI i più sentiti ringraziamenti per l’opera di preservazione e di arricchimento, che la S. Sede ha operato e va operando, verso le nostre comunità di rito orientale, tramite la benefica attività della Congregazione per le Chiese Orientali; saluto il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto; l’Arcivescovo Segretario S.E. Mons. Cyril; Mons. sotto-segretario, Maurizio Malvestiti.
Un sentimento di vicinanza fraterna desidero manifestare, in primo luogo, all’Arcivescovo Metropolita, Padre Salvatore Nunnari, che ho sempre sentito come padre. Lui sa quanto sia grande la mia stima per la sua persona e come questi due anni di sincera collaborazione abbiano favorito tra noi due uno stretto vincolo di sincera fraternità e amicizia.
Insieme con saluto con grande cordialità anche il Vescovo emerito, S.E. Mons. Ercole Lupinacci, del quale sono stato in questi anni primo collaboratore.
Mi è caro inoltre, in questa circostanza, avere un ricordo, accompagnato dalla preghiera, per due Vescovi defunti: Mons. Giovanni Mele, primo Vescovo dell’Eparchia e Mons. Giovanni Stamati, dal quale ho ricevuto l’ordinazione presbiterale.
Il mio pensiero deferente e cordiale va, inoltre, in questo momento a tutti i Vescovi della Calabria, che rispettosamente saluto nella persona del Presidente S. E. Mons. V. Mondello, Arcivesco Metropolita di Reggio Calabria-Bova. Un particolare saluto all’Eparchia di Piana degli albanesi e al Monastero di “S. Maria di Grottaferrata”.
A questo punto il mio cuore di padre e fratello si apre a voi, presbiteri. Fin da subito vi voglio assicurare che voi sarete i destinatari privilegiati della mia attenzione di pastore. Vi invito all’incontro di formazione del Clero, già previsto nel programma, che si terrà giovedì 31 maggio nella Casa del Clero di S. Basile. Sento che il costruire con voi sintonia, comunione e collaborazione, fondate sull’affetto e amicizia cordiale, sarà il mio principale impegno al quale mi vorrò dedicare senza riserve. E insieme con voi ricordo e saluto gli alunni del Seminario Maggiore Eparchìale Italo-Albanese di Cosenza, speranze future del nostro Presbiterio. Saluto con grande stima i diaconi. E poi come non sottolineare in questo momento la preziosa ed insostituibile presenza in Diocesi delle Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori e delle Suore Figlie di S. Macrina.
A tutti i fedeli laici, insieme con questo primo saluto vorrei dare fin d’ora anche un grande segnale di fiducia ed incoraggiamento. Voi siete il tessuto cristiano delle nostre comunità e su di voi conto per una presenza evangelizzante sempre più capillare e più efficace nella nostra realtà sociale. Quando penso a voi, vero fermento cristiano della società, non posso non vedervi all’interno di una famiglia, la vostra famiglia.
Sono cosciente che il compito che mi viene affidato non è né semplice e né tanto meno facile. Ma vi assicuro che, con l’aiuto di Dio e vostro, mi voglio impegnare con tutte le energie spirituali e materiali affinché il mio servizio episcopale nella Chiesa lungrese corrisponda al progetto di Dio su di me e su di voi. Sono convinto che il Signore non ci farà mancare la sua grazia, vera ed unica energia interiore di Cui abbiamo bisogno per “camminare insieme”.
Lo speciale legame che unisce la nostra Eparchia di tradizione bizantina alla Grecia all’Albania deve intensificarsi e svolgersi in ottemperanza alle norme del “Direttorio Ecumenico”, dove sono indicati i percorsi da seguire.
"L’Eparchia di Lungro, che si trova ad immediato contatto con i cattolici latini, ha assunto come impegno prioritario di vivere in armonia la fede comune di queste due tradizioni che convivono in piena comunione nella Chiesa Cattolica. All’interno della Chiesa italiana, l’apporto dell'Eparchia è costituito dal fatto di vivere lo specifico della sua tradizione liturgica, canonica, teologica e spirituale in prospettiva ecumenica" (dal Sinodo intereparchiale).
Occorre guardare con speranza al futuro perché l’Eparchia di Lungro, la Chiesa Italo-Albanese, gli Italo-Albanesi, hanno un grande avvenire, sia dal lato spirituale religioso che da quello culturale, sociale e umano.
Saluto inoltre cori particolare simpatia i giovani. I tanti giovani che sono felici ed entusiasti per il dono della fede, ma anche i molti che sono in ricerca o si ritrovano disorientati o smarriti. Carissimi giovani, tutti avete nella vostra freschezza giovanile una grande potenzialità per diventare portatori di speranza per un futuro migliore e diverso. Basta lasciarsi toccare ed interpellare dallo straordinario amore umano e divino di Cristo Signore.
Un pensiero particolare rivolgo all’Azione Cattolica. Agli anziani, così numerosi, ma anche così ricchi di fede e di esperienze autentiche di vita, desidero esprimere la mia attenzione fiduciosa insieme all’invito a non mettersi ai margini della vita della Chiesa, ma a lasciarsi coinvolgere e valorizzare come una vera risorsa spirituale ed umana per le nostre comunità.
Mi sale ora dal cuore un saluto, assolutamente non formale, accompagnato da rispetto e stima, per tutte le Autorità che guidano la società civile.
Nella attesa della consacrazione episcopale, prevista, se Dio vorrà, per il 1° luglio, memoria dei Santi Cosma e Damiano, anargiri, chiedo la carità di una preghiera per me e per il mio ministero.
Con tutte le mie forze prometto di impegnarmi con l’aiuto della Santissima Madre di Dio e sempre Vergine Maria, del Patriarca S. Giuseppe, capo dell’alma famiglia, e di S. Nicola, patrono dell’Eparchia, ad essere il servitore di tutti e promotore del Magistero della Santa Chiesa Cattolica.
Vostro affezionatissimo
Lungro, 16 maggio 2012
                                                                                                               + Donato Oliverio, Vescovo eletto

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