100_4393.jpgRiportiamo qui di seguito una breve e suggestiva descrizione della Chiesa di San Nicola di Mira di Lecce. La parrocchia leccese dell'Eparchia di Lungro è stata fondata nel XV secolo da profughi albanesi che avevano come riferimento il principato di Galatina (LE), retto allora dalla famiglia Skanderbeg e presso il quale si rifugiarono gli stessi figli dell'eroe dopo la sua morte. La parrocchia di San Nicola di Mira di Lecce è attualmente retta dal Protopresbitero  Nik Pace, nativo di Ejanina.

“Ti chiedo, caro lettore, di farmi dono della tua mente pia, scevra di ogni sollecitudine mondana e materiale, pura come una tavola per essere dipinta, e io vi traccerò la meravigliosa immagine della Natività, affinché tu possa comprendere la profondità del messaggio e il mistero e insieme possiamo rendere gloria al Signore”...

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 Ti ritorneranno in mente le parole di Macario, l’omileta; ti ritorneranno appena giungerai nella piazzetta della Chiesa Greca a Lecce e sentirai, nel silenzio di una domenica mattina, quando ad accompagnarti sono soltanto i tuoi passi, sentirai il tintinnio dell’incensiere, la voce degli oranti. E la voce è un canto; ti cullerà con la dolcezza del mistero.
 Tu l’avevi vista la Chiesa Greca, quella che si raggiunge dopo Santa Croce, per via Umberto I; l’avevi vista e s’era riposato lo sguardo sulla facciata pura senza un fregio, la pietra, il suo nitore, il silenzio; ché la vollero così i capo mastri leccesi; la ricostruirono sulla cappella di San Giovanni, su cripta che tuttora si intravede... chiesa di rito bizantino, da sempre si è pregato al sorgere della luce.
Ma c’è voluta l’Alessandra e la sua voce, profonda come occhi di santo d’un’icona, ad iniziare racconto e poi padre Nik e poi Massimo e poi l’Angela e poi Mario e racconto si dipana... d’un’iconostasi che tu hai a Lecce, l’unica bizantino-cipriota che esista completa in Italia; ecco è ad un passo da te, nella chiesa greca di san Nicola di Mira. Così hai deciso e hai varcato la soglia; nel profumo dell’incenso, ha tremato fiammella di candela.
Se varcherai la porta anche tu, profondità d’occhi orientali t’accoglierà benevola e tu penserai che davvero è ombra di bene eterno un’icona e che luogo di silenzio e di preghiera sarà l’immagine del Natale del Signore, un’icona tra le icone...
   
È d’oro il cielo in alto e in alto sono i Magi giungono a cavallo; bianco un cavallo, come quello del Mago che giunge nel presepe dei bambini di Lecce; è scura la terra con la grotta; il presepio è un altare bizantino, lini avvolgono il Bambino; il raggio di luce della stella raggiunge il più profondo delle tenebre e gli angeli adorano; annunziano la buona novella; ai più piccoli della terra di Palestina Gesù si fece conoscere, affidandosi ai suoi angeli; e ci sono il bue e l’asino e le donne; c’è Giuseppe e c’è Maria...Non riuscirai a staccare gli occhi dall’icona; sentirai la tua mente simile ad una tavola che sta per essere dipinta; è lei, la madre divina, ad attirare il tuo sguardo, lei e il suo volto, lei che hai ritrovato, donna fra donne, a chiedere al suo Giuseppe “Giuseppe, fammi scendere dall’asino perché colui che è in me si affretta a venire alla luce”...
Una grotta... fuori dalla grotta oggi, lei t’osserva da un’icona; e rivestita da manto regale; distoglie gli occhi dal suo bambino; in cuor suo un segreto grande quanto l’infinito; oggi è la Madre di Dio; chiederà al suo piccolo “Ricevi, mio bambino, questa trinità di doni e accorda tre richieste a colei che ti ha messo al mondo; ti prego per l’aria, per i frutti della terra e per tutti quelli che abitano in essa. Riconciliali tutti”. Desiderio di silenzio, di pace... riconciliati, grazie ad un’icona.
Se tu avrai voglia di parlare d’un mistero, percorri via Umberto I, uno sguardo alle stradine intorno, un tintinnio di incensiere, padre Nik... ti parlerà di giorni di preparazione; 6 dicembre e i doni della terra per san Nicola, 8 dicembre, concezione di sant’Anna, 13 dicembre e santa Lucia e il canto che unisce popoli e genti e giorni di preghiera intensa e di digiuno e poi il Natale e poi l’Epifania... dovrà parlarti padre Nik del Salvatore, dovrà parlarti della Maddalena; sulla porta bella, ad un passo dal mistero.
“Proschomen, stiamo attenti”... ed è vespro di Natale.
“Che ti offriremo, o Cristo, per essere apparso sulla terra come un uomo per causa nostra? Ognuna delle tue creature ti offre un’azione di grazie: gli angeli l’inno, i cieli la stella, i Magi i doni, i pastori la meraviglia, la terra la grotta, il deserto un presepe, noi, invece, una Madre Vergine”. Ripenserai al silenzio d’una figura al centro d’un’icona “e conservava tutte queste cose nel suo cuore”; sguardi orientali accompagneranno il tuo passo; varcherai la soglia; c’è luce d’Oriente ed è Natale.
 
 
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