Il fulcro della sua soteriologia è appunto la fede che il Verbo di Dio si è fatto uomo, assumendo la natura umana diventando in tutto solidale con l'uomo. La sua esposizione può essere distinta in tre momenti: la creazione dell'uomo ad immagine e somiglianza di Dio, il sopravvenuto peccato dei progenitori e la conseguente deturpazione dell'uomo, l'incarnazione e la restaurazione dell'immagine di Dio nell'uomo.
1. La creazione è opera di Dio (Gn 1, 26-27). Dio ha fatto esistere tutte le cose, creandole dal nulla "per mezzo del suo Verbo", cosicché "dall'invisibile ha avuto origine il visibile". Riferendosi alla creazione dell'uomo, S. Atanasio dice: "Diede agli uomini qualche cosa in più; non si limitò a crearli come gli altri animali, ma li fece a propria immagine, li rese partecipi della potenza del suo proprio Verbo" (Ibidem, 3). La creazione ad immagine di Dio conferisce all'uomo una qualità straordinaria, perché lo rende "partecipe della natura divina". Da qui proviene la sua alta e intangibile dignità.
2. Ma gli uomini, Adamo ed Eva, trasgredirono il comandamento divino, peccarono contro il piano di Dio (Gn 3, 1-19). "Si procurarono il male e non restarono più quali erano, si corruppero nei loro pensieri e la morte dominò su di essi" (Ibidem, 4). L'immagine di Dio nell'uomo è rimasta scalfita, deteriorata, quasi sepolta dalle scorie del peccato. "La corruzione andò crescendo: ...dappertutto c'erano adulteri e furti, la terra era piena di stragi, non mancavano le colpe contro natura, le donne cambiavano il rapporto naturale e gli uomini commettevano turpitudini maschi con maschi, le città facevano guerra alle città" (Ibidem 5).
3. E l'uomo non era in grado di redimersi da solo. S. Atanasio presenta un motivo dell'incarnazione che in seguito avrà sviluppi in oriente e in occidente: "La nostra necessità - di essere salvati - fu occasione per Lui (Dio) di scendere tra di noi". "Noi siamo stati il motivo della sua incarnazione" (Ibidem, 4). Assumendo la natura umana, egli ha restaurato l'immagine di Dio e ha impresso all'uomo il dinamismo spirituale della crescita configurandolo alla somiglianza di Dio. La liturgia bizantina, nell'Apolytìkion della proeorzia di Natale canta: Il Cristo nasce "per far risorgere la primitiva immagine decaduta".
“Sei nato nascosto in una grotta,
ma il cielo ti ha annunciato a tutti con la sua stella”
Esperinòs di Natale
Per la gioiosa festa del Natale di Nostro Signore
e per il fausto inizio dell’Anno Nuovo
offro i miei auguri più cordiali
assicurando la mia fedele preghiera
Eleuterio F. Fortino