Riflessioni a margine del I festival delle lingue minoritarie in Basilicata

Scritto da Italo Costante Fortino il . In Varie

Si è tenuto nell'Arbёria lucana, nei giorni 27-29 novembre 2008, un Convegno Nazionale sulla legislazione di tutela nella prospettiva federalista, nell'ambito del "1° Festival  delle lingue minoritarie e delle culture migranti". Il Convegno è stato organizzato dallo Sportello Linguistico Regionale della Basilicata per la tutela e valorizzazione della lingua arbёreshe (Dott.ri Tina Delli Santi e Piero Aresta), coordinato dalla Prof.ssa Giuseppina Puzzi, Sindaco di S. Paolo Albanese e Capofila di tutti gli Sportelli Linguistici della Regione.
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Si sono tenute tre Sessioni: 1) <La Legislazione di tutela nella prospettiva federalista> ha avuto luogo nel Teatro Stabile di Potenza; 2) <Lingue e identità di minoranza in Italia: un decennio di esperienze> a Barile e a Maschito; 3) <Vecchie e nuove minoranze: lingue, culture e letterature migranti> a S. Costantino Albanese e a S. Paolo Albanese.

Vi hanno preso parte esponenti del mondo politico, accademico e operatori culturali.

Dai numerosi interventi sono emerse le seguenti istanze.



● In primo luogo è stato sottolineato l'avvio del graduale trasferimento delle competenze in fatto di minoranze linguistiche storiche, effetto della Legge 482/99, dal Ministero della Pubblica Istruzione alle Regioni, in prospettiva dell'attuazione del federalismo solidale. Entro un periodo di medio termine le Regioni saranno chiamate a gestire le risorse destinate alla tutela del patrimonio culturale e linguistico delle minoranze presenti sul territorio delle singole Regioni.

Gli sportelli linguistici, la cui funzione sperimentale è limitata, dalla normativa vigente, a un quinquennio, potranno essere rifinanziati, se ritenuto opportuno, grazie alle risorse previste dalle leggi delle rispettive Regioni a favore delle minoranze esistenti sul territorio.

E' emerso anche un appello agli organismi locali, preposti all'attuazione della Legge 482, per una più puntuale rendicontazione dei finanziamenti erogati, quale presupposto indispensabile al godimento di ulteriori benefici.

Numerosi gli interventi di impostazione teorica e pratica (A. Autilio, F. Inglese, P. Del Puente, G. Dammacco, G. Puzzi, M. T. Lavieri, D. Morelli, V. Santoro, R. Fedele, P. Ardizzone, Occhionero, G. Borsci, P. Borgia, D. Mazzeo, A. Gattabria). 
 


● Dagli interventi su <Lingue e identità di minoranza in Italia: un decennio di esperienze> , che ha visto numerosi partecipanti provenienti da tutte le comunità albanofone della Basilicata, è stata espressa la preoccupazione per il futuro delle culture minoritarie. Tuttavia allo stato attuale si nota una tenace vitalità di tutte e cinque le comunità albanofone della Basilicata, a conferma della volontà di procedere con impegno a favore della lingua e della cultura materna. L'interesse per la cultura locale e la determinazione nella sua difesa, molto più accentuati che nel passato, possono essere considerati come effetto positivo dell'applicazione tanto della Legge nazionale che di quella regionale.

E' stato, però, notato un diverso grado di sensibilità tra le comunità albanofone del Vulture (Barile, Ginestra e Maschito), dove minore è l'attivazione della tutela e dello sviluppo della cultura locale, e quelle dell'Angri (S. Costantino Albanese e S. Paolo Albanese), dove, invece, si registrano segni evidenti di una buona resistenza della lingua e cultura d'origine, e una più pronta attivazione dei meccanismi di salvaguardia e sviluppo, sia a livello istituzionale che a livello di volontariato.

Anche su questo argomento si sono avvicendati vari relatori (F. Botte, A. Carli, G. Rossetti, R. Paternoster). 


● Nel complesso la minoranza arbёreshe presenta segni evidenti che non la danno soccombente. 

Se una comunità, per quanto indebolita anche dal vento trainante della globalizzazione, continua a produrre buona letteratura, significa che possiede potenzialità sufficienti e un humus vitale, atti a garantire la sopravvivenza e lo sviluppo ulteriore.

La stessa raccolta di liriche del poeta Tommaso Campera, di Maschito, dal titolo significativo <Ze njё pastan i re> (Nasce una nuova vigna), presentata proprio a Maschito nell'ambito del Convegno, è una precisa testimonianza della fiducia nella crescita della cultura locale. La poesia del Campera sintetizza lo stato della cultura arbёreshe: fa riflettere sulle immagini di "tempo", tra passato e presente, su quelle di "terra" e di "appartenenza", sui riflessi delle immagini del "paese" e sul processo del "ritorno". Su tutto alleggia il "migrante", l'uomo che abbraccia più mondi, più esperienze, ma col desiderio, sempre, del ritorno.

Nel concetto di "migrante" si identifica la comunità arbёreshe di Chieri, in provincia di Torino, che conta molti maschitani trapiantati e rimasti coesi anche nel nuovo contesto sociale e culturale. Questa comunità non ha visto spegnersi la tenacia della propria esistenza neanche dopo le prove della seconda emigrazione, se sta per ottenere il riconoscimento legale del diritto di tutela da parte dello Stato, analogamente alle comunità di origine dell'Italia meridionale.

La riflessione sui percorsi di tutela è stata animata da significativi interventi (B. Zoccano, P. Borgia, P. Aresta, C. Cappuzzimati, R. Cittadini, M. Boccamazzo, M. Massaro, Mosè Troiano, V. Cucci, V. Pianoforte, A. Mastrodonato, T. Delli Santi,  T. Campera, I. C. Fortino). 


● E' stata anche ribadita l'importanza del concetto di minoranza nella società odierna in cui flussi  di emigranti, che si spostano da un paese all'altro e da una zona all'altra, sono più frequenti e più rapidi di prima. Si impone un'educazione alla minoranza. Il plurilinguismo oggi viene scoperto come valore e come fenomeno che va in piena sintonia con la natura umana, e tende a diventare processo macroscopico anche in Italia, mentre in passato quel plurilinguismo stabile delle minoranze passava in sordina. Di fronte ai primi effetti negativi della globalizzazione, un fenomeno contrario, di difesa, si diffonde progressivamente: fa sviluppare il senso della conservazione, dell'appartenenza e della identità, creando i presupposti per ben sperare sulla sopravvivenza e sullo sviluppo anche delle culture e delle lingue minoritarie.

Anche su questa tematica gli interventi sono stati numerosi (G. Cantisani, R. Gusmani, P. Del Puente, A. Formica, S. Amedeo, G. Puzzi, I. C. Fortino, M. Bruci, G. Guidetti, K. Metref) 


● Gli interventi, al di là degli accenti retorici e di rito, hanno dimostrato una matura consapevolezza  dell'importanza delle culture alloglotte e della necessità di assicurarne la trasmissione alle nuove generazioni tramite gli strumenti istituzionali, non essendo più sufficiente quella orale.

I dieci anni di azione della legge di tutela 482, nonostante la persistenza di storture nella sua applicazione, hanno creato i presupposti per una concreta rivitalizzazione della cultura e della lingua locali, nella consapevolezza che in tal modo si contribuisce ad arricchire il quadro culturale di tutta la nazione. 

(ringraziamo per la collaborazione il Prof. Italo Costante Fortino, ordinario presso l'Università di Napoli, l'Orientale - la redazione di jemi)

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