Ibrahim Kodra "l’eclettico"

Scritto da Johnny Fusca il . In Varie

Foto di J. Fusca «Kodra est le primitif d’une nouvelle civilitation», ossia “il primitivo di una nuova civiltà”. Così Paul Eluard definiva il maestro Ibrahim Kodra (Foto di J. Fusca) nel lontano 1946 sulle pagine de “L’Unità”, ben interpretando quella che poi sarebbe stata la vicenda artistica e umana di colui che in futuro sarebbe diventato uno dei punti di riferimento mondiali di tutto il panorama legato all’arte del Novecento.
La triste notizia della sua morte, avvenuta martedì mattina 7 febbraio nella sua casa milanese sita al n°2 di piazzale Lagosta, lascia un vuoto incolmabile nella sfera affettiva dei suoi tanti amici e sul versante della scena artistica internazionale.
I funerali del maestro dovrebbero svolgersi lunedì 13 febbraio 2006; fino ad allora la salma resterà esposta nella sua abitazione.

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L’arte del maestro Kodra, di cui nel passato si è occupata la stampa e la Tv a tutti i livelli, ha avuto varie definizioni. Tra le più accreditate quella che lo avvicinava al post-cubismo, ma chi lo conosceva bene lo definiva un artista poliedrico, eclettico ed originalissimo.
Nato nel 1918 a Ishmi (piccolo villaggio dell’Albania) ed educato alla corte del Re Zogu, il Maestro sceglie di vivere sin da giovane in Italia ma gli piaceva definirsi “cittadino del mondo”.
Dopo gli studi scientifici, frequenta la Scuola d'Arte Odhisea Paskal di Tirana. Nel 1938, grazie ad una borsa di studio, realizza il suo sogno di raggiungere Milano e di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove viene seguito da Carrà, Carpi e Funi. Nel 1947 conosce Paul Eluard e nel 1948 incontra il celebre Pablo Picasso, venuto a Roma per il congresso della pace. Nel 1953 partecipa alla Mostra internazionale dell'Università di Parigi e poi continua ad esporre in tutto il mondo, come ad esempio a New York, Belgrado, Stoccarda, ecc. Espone assieme a Picasso, Chagal, Roualt, Dufy, Matisse, Modigliani alla Mostra internazionale di Venezia. Kodra nella sua casa-museo di Milano.JPG
Opere di Kodra si trovano oltre che nel Museo del Vaticano e alla Camera dei Deputati, in gallerie pubbliche, Musei e collezioni private in tutta Europa nonchè in Iran, Australia, Brasile, Argentina, ecc. Il suo nome figura nelle più importanti pubblicazioni italiane e straniere. Sono programmate antologiche dell'Artista in numerosi Musei d'Europa, in America e in Fiere d'arte internazionali.
Tanti sarebbero gli aneddoti da raccontare legati al maestro. Tra questi, quello sul suo inseparabile anello “magico” -come lui stesso lo definiva- raffigurante una sorta di triangolo, che il maestro indirizzava verso i nemici come schermo difensivo; se in compagnia di amici, viceversa, lo rivolgeva verso se stesso.
Con la morte di Kodra l’arte contemporanea perde uno dei suoi capisaldi a livello mondiale. A noi calabresi rimane il ricordo vivo delle sue tante visite nella nostra regione, soprattutto nei paesi arbëreshë, più volte scelta elettiva delle vacanze del maestro e tante volte raffigurati nei suoi quadri. Il ricordo di Kodra resta impresso nelle sue opere, così come la sua Arte ormai immortale.

articolo pubblicato dal quotidiano "La Provincia Cosentina"

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