Tra integrazione, accoglienza e identità culturale: Slow Food a Cerzeto

Scritto da Roberto Galasso il . In Cerzeto - Qana

slow“Il cibo quale espressione d’identità culturale, integrazione e accoglienza”. E’ stato il tema dominante di “ Slow Food… Cerzeto Borgo Arbëresh 2014”. L’evento, giunto alla sua quarta edizione e ormai divenuto il più atteso dell’anno nel piccolo centro della Media Valle del Crati, è promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con Slow Food Cosenza - Sila.

Ancora un successo, appunto, grazie al lavoro e alla sinergia di una squadra  impegnata a gestire una fase organizzativa non facile. L’appuntamento, dedicato ad Alberto Maritato, stroncato prematuramente da un male incurabile poche ore prima dallo start, ha richiamato tanta gente proveniente anche da Cosenza e dall’hinterland. “Slow Food è una tappa importante per il nostro piccolo borgo. Quest’anno - spiega il sindaco Giuseppe Rizzo affiancato dal suo vice Antoniello Della Motta - abbiamo voluto allargare l’evento alle frazioni S. Giacomo e Cavallerizzo e avuto l’onore di ospitare un raduno di auto storiche. Al centro di tutto, quindi, il cibo, l’integrazione e l’accoglienza. Anche perché Cerzeto - ricorda il primo cittadino - fa parte del progetto SPRAR. Perciò abbiamo inteso fare uno sforzo ulteriore allargando gli orizzonti unendo le nostre tradizioni albanofone, i sapori e l’arte del gusto calabrese alla cultura e alla gastronomia etnica”. Accoglienza e integrazione, dunque, temi molto cari al già sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio (presente all’evento con un gruppo di migranti impegnati a curare aspetti della cucina africana) il quale ha evidenziato la collaborazione nell’ambito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. “Sono convinto che la riuscita di Acquaformosa farà in modo che anche a Cerzeto si creino quelle sinergie di rispetto umano soprattutto nei confronti di queste persone. Considerato che sono progetti di “mutuo soccorso”, così come li chiamo io, - pone l’accento Manoccio - noi diamo a loro tanto e loro danno la possibilità a tanti nostri giovani di lavorare in questi progetti. Credo che sarà una bella esperienza per Cerzeto e i paesi limitrofi”.
Clou dell’evento,quindi, la “Vallja”, peculiarità dell’etnia dei paesi arbëreshë, che con i tradizionali e splendidi costumi, ricchi di ori e colori, i canti e le danze, ha attraversato le vie e le “ghitonie”.
La novità di quest’anno è stata lo “Slow Car Slow Food”, organizzato da Angelo Falcone con il  Club Rende Auto Storiche. Tante splendide auto d’epoca, infatti, hanno sfilato per la frazione S. Giacomo, mentre a Cavallerizzo si sono potute ammirare le moderne Porsche impegnate anche in un accattivante “Quarto di Miglio”.
La serata è proseguita con l’esibizione dei gruppi di Mongrassano, Acquaformosa, Plataci, Lungro e Firmo e del gruppo di ricerca musicale “Shpirti Arbereshe” che ha fatto gli onori di casa. A deliziare i palati dei presenti, i piatti tipici preparati dalla locale cooperativa “Punojm Bashke”. In mostra anche manufatti artigianali e artistici. Soddisfatta e orgogliosa per essere riuscita “a regalare un sabato diverso ricco di "velocità e regolarità", colori, cultura, musica, tanto buon cibo, sorrisi, allegria e gioia”, si è detta Sandra Domanico che l’assessore Silvio Cascardo, nel ringraziare tutti quelli che hanno lavorato alacremente, ha definito la “grande regista della manifestazione”.

 

Dal sito: dirittodicronaca.it

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