La Valle del Raganello e la Sibaritide in rete per valorizzare il Territorio

Scritto da Emanuele Armentano il . In Civita - Çifti

stefaniaemmauele.jpgUn altro importante tassello è stato aggiunto al puzzle di questo percorso formativo che il master EcoPolis e l'Ecomuseo della Valle del Raganello stanno sinergicamente costruendo per la valorizzazione e la promozione del territorio calabrese. 
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E mentre il gruppo di studiosi, arrivati da ogni parte del mondo, da lunedì si è spostato negli ambienti dell'Università della Calabria per iniziare il lavoro di analisi dei dati raccolti (che verranno presentati il prossimo 21 giugno a Civita in occasione della Seconda Giornata Nazionale del Paesaggio), sabato scorso è stato il momento della cittadina di Rossano Calabro per fare da fulcro al confronto sui temi dell'ambiente.
 “Conoscere l'ambiente” è stato il convegno, sostenuto dal Sindaco Francesco Filareto e dall'assessore all'Ambiente Ermanno Marino, che ha puntato i riflettori sul come innescare gli adeguati processi di sviluppo per un territorio che non è circoscritto solo alla Valle della Piana di Sibari, ma che si estende ad una zona che ingloba, complessivamente, l'Alto Jonio ed il Pollino.
L'evento, promosso all'interno del progetto “Centro di Esperienza Ambientale” -finanziato dal Por Calabria 2000-2006 Asse I Misura 1.10 Rete Ecologica Regionale azione 1.10 a tutela e valorizzazione delle risorse naturali ed ambientali-, ha rappresentato uno dei momenti più significativi atto a far emergere l'approccio innovativo allo sviluppo locale e sostenibile del territorio. In tal senso, infatti, la kermesse di studiosi intervenuti alla giornata rossanese, tra i quali Gianfranco Franz (Università di Ferrara), Jost Geppert (D4 - Roma), Fabrizia Ippolito (Unical), ecc., ha lavorato per condividere ed approfondire le informazioni sul patrimonio naturalistico locale, rapportandosi, fra gli altri, al progetto “Ecomuseo della Valle del Raganello”, presentato da Stefania Emmanuele (nella foto) , ed al progetto “Festival di Paesaggio”, presentato da Paola Cannavò. Tutto ciò ha permesso di mettere in rete soggetti diversi che non dialogavano, così come lo stesso Franco Rossi, docente Unical, ha sottolineato nel suo intervento. «Questo incontro -ha detto Rossi- può essere il fulcro oltre che di elaborazioni metodologiche e culturali, anche di esperienze concrete vissute sul territorio». Sul futuro di questi progetti Rossi ha sottolineato: «Non possono vivere di vita autonoma. Ognuno deve relazionarsi con il resto dell'area, creando le adeguate sinergie che, attraverso il dialogo, possono garantire un avvenire nella direzione della Calabria sostenibile. Credo che la missione dell'Università sia quella di intervenire sul territorio con le proprie esperienze e fertilizzare le intelligenze presenti in esso».
Di particolare interesse è stata la presentazione del progetto “Incompiuto Siciliano” di Andrea Masu, Alterazioni Video - Milano/New York, volto a rivalutare tutte le opere “incompiute” ed interpretarle come “risorsa” anziché come “degrado”.

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