46° anniversario di fondazione del Circolo G. Placco. L'ambasciatore Ceka: "il valore più grande per gli arbëreshë è la lingua"

il . In Civita - Çifti

TaglioNastroCome consuetudine, il 4 gennaio si è tenuto a Civita l'annuale ritrovo di studiosi e cultori arbëreshë per celebrare l'anniversario di fondazione del Circolo Gennaro Placco.

 

Interventi1Quest'anno, nei locali del “Museo Etnico Arbresh”, sede dell'associazione Placco, si sono registrate le importanti presenze dell'ambasciatore d'Albania in Italia, Neritan Ceka, del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e del presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra. Presenti all'evento anche il Protosincello dell'Eparchia di Lungro, protopapàs Pietro Lanza, i sindaci arbëreshë di Frascineto e Acquaformosa insieme a numerosi altri rappresentati dei comuni del circondario. L'anniversario è stato celebrato con solennità per inaugurare il Museo Etnico Arbresh, chiuso per restauro per un anno. Nel corso dell'evento sono state esposte le opere del giovane pittore arbereshe Paolo Cozzolino.

Gli interventi introduttivi del presidente del circolo e direttore della rivista Katundi Ynë, Demetrio Emmanuele, del condirettore Vincenzo Bruno e della responsabile di redazione Stefania Emmanuele hanno brevemente illustrato i risultati di più di un quarantennio di impegno culturale chiedendo alle istituzioni e, in particolare, al Interventi2presidente della regione maggiori e più intense iniziative a tutela e supporto della minoranza arbëreshe di Calabria. Il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, ha ringraziato gli attivisti dell'associazione culturale per il loro impegno ultra decennale ricordando come, anche grazie a questa presenza costante nel  territorio di Civita, sia stato possibile trasformare economicamente il piccolo paese del Pollino in un esempio di turismo sostenibile.

Significativo l'intervento dell'ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia. Il Prof. Ceka ha rimarcato il piacere di ritrovarsi ai piedi del Pollino e l'ammirazione per chi vive ed opera culturalmente in questi piccoli paesi con coraggio “costruendo il futuro sul proprio passato”. “Civita – ha proseguito il Prof. Ceka  - costituisce un modello di turismo da imitare con risultati eccellenti ottenuti con iniziative private e intervento pubblico”. In uno dei suoi passaggi più interessanti, l'ambasciatore Ceka, pur sottolineando l'importanza del rito greco-bizantino, ha rimarcato come “il valore più grande per gli arbëreshë è la lingua”.

Il Protosincello dell'Eparchia di Lungro ha riportato i saluti e la vicinanza del Vescovo di Lungro, Mons. Donato Oliverio, evidenzando come “il Vescovo di Lungro sia la più alta figura rappresentativa del mondo arbëresh con 40 mila persone residenti nei comuni e altrettanti residenti in comuni italofoni”. Ha poi ricordato il viaggio in Albania del Vescovo di Lungro elevando il Paese delle aquile a simbolo di dialogo tra religioni e portando questa immagine come esempio per gli arbëreshë sia in Benedizionecampo culturale che ecumenistico.   “Gli arbëreshë sono un potenziale per la regione” che, se messo a frutto, porterebbe sostenibilità economica e permetterebbe di mantenere “viva la fiamma delle tradizioni d'Arberia in questa terra di Calabria”.

Il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, ha elevato Civita ad “esempio di come le risorse pubbliche possano essere acquisite ed utilizzate per strutture che sono capaci di rimanere in vita”. “Civita è una comunità di circa mille abitanti che rappresenta un esempio di turismo sostenibile con 23 attività imprenditoriali in questo settore”.

Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha concluso ringraziando gli intellettuali del circolo e sostenendo che “la realtà arbëreshe nella nostra regione è molto imporante”. Il presidente Oliverio ha sottolineato come la presenza della minoranza linguistica albanese renda peculiare l'offerta culturale della Calabria in Interventi3chiave turistica prospettando nuove opportunità di finanziamento nella programmazione dei fondi 2015-2020. Secondo l'On. Oliverio, la lingua va tutelata perché “la base della preservazione della identità di una cultura è la lingua”. Per farlo bisogna porre attenzione alla “formazione dei formatori”. “Civita – ha proseguito – ha saputo porsi come punto di riferimento in un territorio ampio cogliendo le opportunità di crescita”.

 

Luigi Boccia

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