A Lungro protesta dei cittadini in difesa dell'ospedale

il . In Lungro - Ungra

Spitali.jpgManifestazione dei cittadini di Lungro, nel Cosentino, e dei paesi vicini, questa mattina, per protestare contro il depauperamento dell'ospedale della cittadina arbereshe, già declassato secondo il piano di rientro dal deficit sanitario. Diversi i reparti ormai chiusi. Gli abitanti lamentano "che il nosocomio sia ogni giorno di più svuotato di uomini e mezzi, con grave danno per la sicurezza dei cittadini". (AGI)

 

“Nei giorni scorsi a Lungro, si è svolto il consueto consiglio comunale aperto per discutere della situazione sanitaria nella zona Esaro-Pollino. – dichiara in una nota Salvatore Vicchio portavoce del Comitato di Fratelli d’Italia di Lungro - All’insegna del motto “facciamo vedere che ci muoviamo così la gente un domani non ci accuserà di non aver fatto niente”, la riunione ha visto la presenza del consigliere regionale del PD Carlo Guccione apparso in preda ad una preoccupante crisi di amnesia. Guccione, infatti, non ricorda il tempo in cui al governo della regione Calabria vi era il centrosinistra. All’epoca fu proprio l’assessore regionale alla sanità, la diessina Doris Lo Moro, a proporre il piano sanitario che suscitò vibranti reazioni da parte dei calabresi. Un piano, è bene ricordarlo, ricalcato su regioni d’Italia con una storia di assistenza completamente diversa dalla nostra, tipo la Toscana. La Lo Moro e Loiero, che pensavano di abitare nel Nord, accorparono le Asl in maniera del tutto scriteriata. In quel periodo l’aspirante futuro assessore alla sanità, al secolo Carletto Guccione, era segretario regionale dei DS, ma non ci sembra che abbia fatto sentire la sua coraggiosa voce a favore dei territori e dei diritti costituzionalmente garantiti dell’assistenza.

Di fronte all’irrilevanza politica dell’attuale amministrazione comunale, il governatore Scopelliti ha opposto il suo naturale menefreghismo nei confronti dei problemi delle popolazioni della Calabria settentrionale. L’ospedale di Lungro non è più un ospedale, non offre i servizi che dovrebbe avere come CAPT, gli ambulatori sono altrove e la risposta di una classe politica locale vecchia e incapace è un’oretta di chiacchiere sul fatto di elemosinare il Punto di Primo intervento h24. Perché non si è arrivati alle dimissioni degli amministratori come protesta eclatante di fronte alla fine prestabilita di un nosocomio che fino a qualche anno fa ha rappresentato un punto di riferimento per tanti malati? – conclude la nota - Chi fa solo chiacchiere e pochissimi fatti si lamenta della scarsa partecipazione delle popolazioni interessate, senza rendersi conto che i cittadini sono ormai stanchi di passerelle e iniziative inconcludenti.” (cn24tv)

 

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