La primavera di Santa Sofia d’Epiro

Scritto da Enzo Baffa Trasci il . In Santa Sofia d'Epiro - Shën Sofia

Ieri a Santa Sofia d’Epiro ( Shën Sofia ) si è festeggiata la 47 ª edizione della “Primavera degli Italo – Albanesi”, una manifestazione che affonda le sue radici nella fratellanza, orgogliosamente riproposta ogni anno in primavera, come espressione dell’identità albanese ma anche come conoscenza della tradizione e dei costumi albanesi. .

Questa manifestazione richiama nel piccolo centro non solo gli appartenenti alle comunità italo -albanesi della provincia, ma anche gli abitanti ei paesi limitrofi, attirati dall’accoglienza della popolazione sofiota e coinvolti con gioia nella tradizionale festa.

In quest’occasione le giovani indossano gli antichi e tradizionali costumi colorati di rosso, blu, verde e oro, e sfilando lungo le vie ( rruget ) del paese invitano la gente a cantare ve danzare insieme con loro. Sono ragazzi moderni, simpatici e cordiali che senza smettere mai di ballare al suono di vari strumenti quali il tamburello, la chitarra, la fisarmonica o con la più tradizionale cornamusa arrivano in piazza a passo di tarantella o di quadriglia e nella semplice coreografia i raggi del sole fanno scintillare le trame ed i ricami dorati degli splendidi costumi femminili.

Nei giovani e giovanissimi, che compongono i gruppi, risalta ancora la volontà di conservare e di trasmettere le canzoni e i balli come un vero e proprio patrimonio culturale da salvaguardare per le generazioni future.

I canti e gli stornelli ( vjershë )a volte allegri a volta malinconici ricordano antiche leggende trasmesse loro dalla più vetusta tradizione orale e dal sincero attaccamento alle proprie radici.

Durante la sfilata di questi gruppi arbëreshë in alcuni angoli del paese ( le gjitonie ), molte signore offrono specialità e dolci tradizionali come i “Krustulit” ( dolci fatti con farina, uova, vino e miele ), “Bukënotet”( dolci ripieni di marmellata), i taralli e i “Kuleçë me ndoràt” ( dolci ricoperti con zucchero e chiara d’uovo), mentre altri signori offrono bicchieri di vino proveniente dalle loro cantine, tutto ciò a dimostrare l’ospitalità e l’accoglienza che il paese di Santa Sofia offre a tutti i visitatori.

Nella sfilata di quest’anno così come negli anni passati oltre a gruppi provenienti da comunità albanesi come: Lungro, Vaccarizzo Albanese, San Benedetto Ullano e da Santa Sofia d’Epiro stessa vi partecipano gruppi folk provenienti da paesi calabresi come San Marco Argentano e Morano Calabro, tutto questo perché la manifestazione alcuni anni addietro per la mancanza di gruppi poteva rischiare dio perdere la sua principale caratteristica, quella di tramandare ai giovani i canti ed i balli tradizionali, ma anche rinsaldare l’amicizia e l’amore che lega le comunità arbëreshë agli altri comuni calabresi.

Dopo la sfilata per le strade, i gruppi si sono radunati in piazza, dove è stato allestito un palco per consentire a tutti i partecipanti di esibirsi in modo ordinato e visibile.

La festa si è terminata a tarda sera con gli anziani che commossi ripetono a voce bassa le antiche melodie cantate prima a squarciagola dai giovani sul gran palco.

Enzo Baffa Trasci.

Da: La Provincia Cosentina, lunedì 15 maggio 2006.

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