Una scuola agiografica a Mezzojuso

Scritto da Matteo Cuttitta il . In Mezzojuso

Scuola IconografiaComunichiamo l'apertura della Scuola Agiografica "Joannikios" a Mezzojuso, all'interno del Monastero Basiliano; dove già alla fine del 600 e gli inizio del 700 operava il monaco Joannikios Cordero di Candia.

La Scuola Agiografica “Joannikios”, si propone di valorizzare e rivisitare il patrimonio iconografico già presente nel territorio di Mezzojuso; sia dal punto di vista puramente artistico ma soprattutto dal punto di vista culturale e religioso - spirituale. L’obiettivo didattico è quello di fornire agli allievi gli elementi fondamentali sulla scrittura dell’icona, non pretendendo in alcun modo di formare iconografi, ma di avvicinare il più possibile al mistero del volto di Cristo discostandolo dal puro gesto pittorico e valorizzandone l’aspetto spirituale che esso rappresenta. Inoltre tra i suoi obiettivi, vi è quello di promuovere la tradizione dell’iconografia bizantina, portandola fuori dal contesto ecclesiale; quindi partendo dalle scuole primarie per arrivare alle scuole secondarie, cercheremo di fare avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’iconografia, attraverso incontri programmati all’interno delle aule scolastiche. Non mancheranno come obiettivi visite presso i siti di culto e museali sia nel territorio di Mezzojuso che dell’Eparchia di Piana degli Albanesi. Mostre ed eventi di promozione saranno organizzati periodicamente per far conoscere il lavoro eseguito dagli allievi durante i vari corsi. La scuola si propone di effettuare corsi di media - lunga durata (annuale), corsi intensivi e workshop di approfondimento. Nei differenti corsi verranno messi a punto le varie tecniche esecutive per la scrittura completa di una icona.Con la riapertura della scuola iconografica presso il monastero basiliano di Santa Maria di tutte le Grazie, la comunità di Mezzojuso dimostra concretamente che il proprio passato possa essere un volano per un futuro migliore. Tra tutte le colonie greco albanesi di Sicilia, l’unica ad ver avuto almeno una chiesa con il puro stile greco bizantino, cioè fornita di iconostasi, è Mezzojuso. In questi termini infatti si espresse nei primi anni del XIX secolo papas Nicola Chetta Rettore del Seminario Greco Albanese di Palermo, studioso di Albanologia e di storia delle comunità arbereshe di Sicilia. Questa peculiarità tipica medjussense si ha grazie al monastero di Santa Maria di tutte le grazie, il quale grazie alla donazione testamentaria di Andrea Reres è stato fondato ed aperto nel 1648. Per volontà espressa del fondatore il monastero è stato affidato sin dagli inizi a dei monaci osservanti il rito greco, tipico sia di Mezzojuso che delle altre comunità albanofone di Sicilia. Il primo gruppo di monaci che popolò il cenobio mezzojusaro proveniva dall’isola di Creta, in quei tempi posta sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. I monaci cretesi, portarono con loro, oltre alla profonda ed esatta osservanza delle regole liturgiche della tradizione costantinopolitana, anche un buon numero di lipsanoteche o reliquiari che posero nella Chiesa abbaziale quale tesoro devozionale. Ma cosa più importante è che con loro importarono anche l’arte iconografica della scuola cretese, la quale, dopo la caduta di Costantinopoli del 1453 si era trasferita nell’isola di Creta ove potè svilupparsi sotto il patronato veneziano. L’arrivo dei monaci cretesi in Sicilia ed il loro stabilimento nel cenobio medjussense diede origine a quella branca della scuola iconografica cretese, che in Sicilia assume il nome di scuola siculo-cretese. Proprio a Mezzojuso questa scuola si sviluppa soprattutto nel periodo che va dal XVI al XVIII secolo. Tra gli esponenti della scuola siculo cretese, prima ed è l’unico ad aver apposto la propria epigrafe nelle opere da lui scritte, il pittore monaco Joannikios (Cordero, da Candia). Dai dati storici in nostro possesso emerge che Joannikios operò in Mezzojuso dal 1644 al 1680. Tra le opere di questo iconografo ritroviamo a Mezzojuso l’Icona della Madre di Dio Odigitria e del Cristo Re dei Re e Sommo Sacerdote, che ornano oggi l’iconostatsi della Chiesa di Santa Maria. Anticamente entrambe le opere facevano parte dell’antico complesso iconografico dell’iconostasi della Chiesa Parrocchiale di San Nicolò di Mira sempre in Mezzojuso, che fu smembrato a metà del XVIII secolo. In questa chiesa si conservano tuttora altre quattro iconi che sono riferite alla scuola di Joannikios e raffigurano: San Nicola di Mira, San Basilio il Grande, San Giovanni Crisostomo e San Giovanni il Prodromos. La datazione di queste iconi di notevole dimensione è posteriore al 1684, data in cui le stesse vengono catalogate in un inventario parrocchiale. Le stesse poi non sono firmate da Joannikios, ma la studiosa d’arte Concetta di Natale, le attribuisce ad una scuola di pittori locali da lui diretta. Altre opere firmate da Joannikios si trovano sia a Piana degli Albanesi (Odigitria della Curia Vescovile; Odigitria dell’omonima Chiesa) che a Palermo (Icona di San Nicola in trono, chiesa della Martorana). La scuola siculo cretese continua la produzione iconografica nel XVIII secolo con pittori rimasti anonimi che realizzarono la parte superiore dell’odierna iconostasi di Santa Maria. In questo periodo si nota come la purezza dei canoni pittorici dell’agiografia bizantina vada man mano venir meno adattandosi allo spirito culturale e pittorico occidentale. Le opere di questo crepuscolo della scuola cretese sono due iconi della Madre di Dio, rispettivamente una Odigitria ed una Platytera, le quali si trovano la prima nella Chiesa Parrocchiale di San Nicolò di Mira e la seconda invece nella chiesa abbaziale di Santa Maria. Oltre a centro di produzione iconografica, Mezzojuso, è stato anche un centro di importazione d’arte. Tra le opere d’arte più note che troviamo a Mezzojuso, citiamo la croce che sovrasta l’iconostasi di Santa Maria, attribuita al maestro di Ravdà e datata tra il XVI ed il XVII secolo, sempre però di scuola siculo cretese. Ancora va ricordata l’icona conservata nella Chiesa Parrocchiale di San Nicola, intitolata Epi si Cheri, datata nel XVII secolo e firmata dall’iconografo cretese di origine, ma veneziano di adozione, Leo Moskos. L’icona riporta in pittura il celebre Megalonario della Divina Liturgia di San Basilio: l’Epi si Cheri (in Te si rallegra). Da quanto fino ad ora esposto, a Mezzojuso, si fondono opere d’importazione con opere di produzione locale siculo cretese. Questo sta a significare che ancora nei giorni nostri, la comunità culturale medjussense può ancora produrre ed esportare cultura, partendo dalla conoscenza delle proprie radici storico artistiche. Dopo l’importazione di opere iconografiche, le ultime qualche decennio fa, si crede che sia giunto il momento favorevole ad essere nuovamente centro di produzione di arte. La riapertura della scuola iconografica e la sua dedicazione al maestro Joannikios, vuole proprio inserirsi nel solco della tradizione agiografica siculo cretese e nello sviluppo globale del territorio.

Блогът Click here очаквайте скоро..

Full premium Here download theme for CMS

Bookmaker Bet365.gr The best odds.

Articoli suggeriti