Omelia del Vescovo Giorgio Demetrio in occasione della Chirotonia Episcopale

Scritto da S.E. Mons. G. D. Gallaro il . In dall'Eparchia di Piana

SEMonsGDemetrioGallaroOggi facciamo memoria dei santi gloriosi apostoli e primi corifei Pietro e Paolo, degni di ogni lode. Quanto venerati sono in tutto il mondo cristiano! Soffermiamoci per qualche momento sull’Exapostilárion di questi due santi:

Celebriamo tutti i sommi tra gli apostoli, Pietro e Paolo, i divini astri della terra, gli araldi della fede, le trombe della teologia, i rivelatori dei dogmą, le colonne della Chiesa e i distruttori dell’errore.

Le belle parole: “gli araldi della fede” presentano Pietro e Paolo come regola di fede, un livello di come la fede è vissuta e sperimentata. Il bastone pastorale portato dai successori degli apostoli è quel pastorale della chiesa; quello che nelle parole dell’apostolo Pietro, Signore Gesù Cristo, il pastore principale e vescovo delle nostre anime. Ieri abbiamo visto il conferimento di questo pastorale. Ogni vescovo riceve l’unico pastorale di Cristo. Come San Cipriano di Cartagine ha detto, l’episcopato è un tutt’uno (episcopatum solidum est). Così, ogni vescovo dimostra questa unica regola di fede. È mio compito nel Signore di guidare con il pastorale di Cristo edificando nell’unità. Possa io trovare la misura di conformità nel dimostrare questa regola di fede nel ministero che ora comincio a espletare con l’aiuto e la misericordia di Dio.

In questa occasione benedetta, con il pastorale della grazia dell’episcopato ricevuto, vedo un semplice fatto. Il vescovo celebrante offre una semplice ma profonda preghiera di conferimento. Egli consegna il pastorale nelle mani del nuovo vescovo, per governare questa Eparchia di Piana degli Italo-Albanesi e di tutta l’Italia insulare. L'amore di pastore del Signore si manifesta attraverso questa semplice e profondamente commovente azione.

Nostro Signore Gesù Cristo, il pastore e vescovo delle nostre anime ha esercitato la sua autorità divino-umana di pastore e con la sua croce ha tracciato il segno sull’oscurità della nostra morte e cecità, come Mosè divise col suo bastone il Mar Rosso. Mosè guidò il popolo del Signore attraverso il mare diviso e minaccioso come su terra asciutta; mentre nostro Signore Gesù Cristo ci conduce attraverso il mare turbolento del peccato e della morte. Con il pastorale di Cristo, siamo condotti nella terra promessa della eterna e gioiosa. Questa è la luce della vita e del desiderio del cuore di ogni essere.

Voi qui presenti, uniti in preghiera per dare inizio al nostro lavoro di edificare insieme questa comunità benedetta da Dio che si trova in questa terra di Sicilia.
Che cosa hanno fatto gli apostoli e i loro successori con il pastorale di Cristo? Hanno condotto il popolo di Dio affidato loro in unitá vera e generosa caritá. Hanno incoraggiato i loro deboli passi, corretto le loro mancanze, e guidato alleredità promessa dal Signore. Così è con ogni pastore nella chiesa santa di Cristo: il vescovo conduce la sua gente in luoghi nuovi verso la salvezza, la loro entrata nelleredità nuova: questa gloria sarà per tutti i suoi santi. Nessuno può salvarsi da solola salvezza viene da Dio. È il pastorale del Signore, non delluomoLautorità apostolica data per portare il perdono, la guarigione dellanima e del corpo, la riconciliazione e la dignità umana. Noi qui in Italia godiamo di tante benedizioni materiali, ma siamo veramente liberiSiamo veramente in pace con il nostro vicino? Rispettiamo la dignità e la persona sacra che in ogni essere umano e in noi stessi
Ricevo questo pastorale nel nome del Signore! Con la sua grazia divina, e con la mia umile supplica al Signore, faccio l’appello dal mio cuore al Signore di tutti che mi conceda l’abilitá e la grazia di tracciare con la sua mano il segno della vittoria, la croce, in ogni luogo del nostro territorio.
Userò questo pastorale che mi stato affidato per promuovere ovunque la vita evangelica. Il pastorale dell’episcopato non rappresenta un’autorità sconnessa dalla misericordia e dall’amore di Dio. Mi appoggerò su questo pastorale per ascoltare tutti e lavorare insieme nell’unità vera. Non mi sento distante da voi, miei fratelli sacerdoti e diaconi - la vostra saggezza ed esperienza mi sostiene, come io sono di sostengo a voi. Sant’Ignazio di Antiochia ha detto che la chiesa funziona nell’unità di mente con il vescovo assieme ai presbiteri e i diaconi in consiglio, servendo e guidando il popolo di Dio. Il vescovo non può essere separato mai dai presbiteri.. il consiglio di Dio e come il collegio degli apostoli. Nell’ascolto dei miei sacerdoti, mi curerò di soppesare ogni aspetto del problema prima di decidere. La mia presidenza gerarchica funziona in un accordo di amore solerte e solidale.
Userò questo pastorale per affermare il vangelo e difendere i sacri canoni della chiesa in concerto con i fratelli vescovi. Userò questo pastorale per incoraggiare i sacerdoti e i diaconi ad esercitare la cura pastorate in ogni parrocchia della diocesi. Userò questo pastorale per dirigere la formazione del nostro clero e laicato, e di tutti coloro che avranno sete dellacqua che dà vita. Userò questo pastorale per unire, elevare e dare dignità allordine liturgico delle nostre chiese, per incoraggiare maggiormente le vocazioni monastiche e religiose, e per animare la nostra gioventù impegnandola di più in ogni iniziativa.

 Userò questo pastorale per lavorare con chi mi sarà di aiuto in questa diocesi con trasparenza piena e integrità amministrativa in tutti gli affari spirituali e materiali. Dobbiamo essere pienamente degni della fiducia dei nostri fedeli in tutto quello che facciamo.
Userò questo pastorale per guidare le nostre organizzazioni eparchiali verso mete più alte nel servizio di Cristo per l’avanzamento della persona in-comunità umana in ogni modo. I miei predecessori hanno gettato le basi e sviluppato vari ministeri ed organizzazioni. Imploro le preghiere dei santi megalomartiri Giorgio e Demetrio e di tutti i santi venerati nell’eparchia.
Userò questo pastorale per continuare nei beni ereditati ed allargare lo scopo della nostra missione verso tutte le altre pecore che non sono ancora di questo ovile. Il ministero fedele di tutti i gruppi ed associazioni che operano fedelmente nella diocesi. Con la grazia di Dio cercherò di condurvi e guidarvi con questo pastorale a luoghi di rinfresco, ad oasi di acqua viva dove il nostro ministero può continuare e prosperare per il Signore.
Userò questo pastorale per proclamare il vangelo ad ogni orecchio che vuole ascoltare. Con i miei fratelli che dividono questo pastorale con me, non riposeremo finché il nostro lavoro apostolico non sia pienamente compiuto ed il Signore solo quando questo sarà
Userò questo pastorale per unire le divisioni che affliggono la chiesa e per appianare ogni faziosità. Nella chiesa santa di Dio c’è posto per tutti e per tutte. Abbiamo appreso dagli apostoli stessi l’unicità di ogni risultato umano e culturale. Con questo pastorale apostolico proclamiamo il Signore risorto che si rivolge a ciascuno e ci chiama per nome. Non c’è differenza alcuna fra coloro che sono nativi e coloro che scelgono di essere in comunione con noi: siamo tutti figli e figlie di Dio per mezzo dei misteri sacramentali.
Userò questo pastorale per dare conforto ai fratelli e alle sorelle sofferenti che ne avranno bisogno. Userò questo pastorale per portare Cristo in tutti i posti ove il Signore non è ancora accettato o conosciuto. Accettiamo questa responsabilità con la determinazione di farci tutto a tutti e a tutte. Non ci si riposerà prima che l’intera dignità umana sia rispettata e la pace vera e l’unità autentica prevalgano.
Infine, userò questo pastorale per contribuire all’apporto spirituale, etico e morale della chiesa orientale degli apostoli Pietro e Paolo, i primi ad essere chiamati cristiani, per il ristabilimento umano e cristiano della nostra società. Noi della chiesa santa dell’oriente cristiano abbiamo una comprensione più particolare della diversità. La diversità cristiana orientale ancor più variegata di quella dell’occidente. Nella grande chiesa di tradizione bizantina, abbiamo vissuto per secoli una grande vita multiculturale. Le culture romana,greca, araba, siriaca ed islamica hanno vissuto pacificamente l’una accanto all’altra. Dall’inizio la chiesa di Cristo ha incorporato gente dalle diverse culture. Durante i vari secoli, si è vissuto insieme in relativa armonia con qualche eccezione degna di nota. I cristiani bizantini d’Italia, Italo-Greci e Italo-Albanesi, hanno avuto sempre una coscienza cristiana che ha saputo abbracciare tutti gli altri. Abbiamo vissuto considerando il nostro vicino come parte della nostra esistenza e ricca esperienza. Noi cristiani di tradizione bizantina siamo gente che vuole arricchire gli altri con la nostra ricca diversità; che ama il nostro territorio e le nostre eredità distinte. Non si è contenti d’essere isolati a livello di società, ma piuttosto essere presenti e contribuire con una sana differenza per il bene di tutti. Con la guida sicura e la chiara testimonianza della Chiesa, i cristiani di tradizione bizantina hanno una visione lungimirante che continuamente cercano di incarnare sempre di più. Nel passato, si sono sviluppate molte organizzazioni di base. Mentre tutto questo è buono, non costiusce la meta finale, ma soltanto parte del processo. Ora sottoliniamo che la gloria di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo ci sollecita ad andare avanti verso nuove possibilità. Conto sulla vostra cooperazione in tutte le sfaccettature del nostro lavoro pastorale in diocesi e fuori.
Raccomando tutti voi alla grazia del Signore nostro Gesù Cristo. Con questo pastorale vivrò con voi affinché possiamo tutti raggiungere la vita vera, Gesù Cristo, a cui sia gloria assieme all’eterno Padre ed il tutto santo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre. Amin
Cattedrale di San Demetrio
29 giugno 2015

 

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