Intervista a Nikos Jannakakis

Scritto da Francesco Godino il . In dall'Eparchia di Lungro

Intervista a Nikos Jannakakis, maestro iconografo cretese
Grottaferrata 12 marzo 2009.

Un incontro molto speciale. Durante la mia permanenza nel monastero di Santa Maria in Grottaferrata, in una serata piovosa e cupa come le tante dell’inverno appena trascorso, l’Archiamandrita P. Emiliano, esarca del monastero, preso tra i suoi tanti impegni quotidiani mi ha annunciato la visita di un ospite speciale, senza però dirmi chi fosse.
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Passato qualche minuto e vedendo che la mia curiosità aumentava sempre di più, ha pronunciato il suo nome: c’è Nikos Jannakakis, sarà nostro ospite per alcuni giorni. A tali parole l’emozione continuava a crescere; subito gli chiesi se potevo incontrarlo ma poi, vedendo che l’ora era tarda e assicuratomi che Nikos si sarebbe fermato ancora qualche giorno, rinviai l’incontro all’indomani.

 

E così il giorno dopo, di ritorno da Roma, all’imbrunire individuai davanti al monastero un gruppo di persone che parlava in greco con le quali c’era anche il dàskalos tò mèga (il grande maestro)  Jannakakis, così come lo chiamavano loro. In quei giorni si trovavano a Roma per studiare alcune meraviglie artistiche della nostra capitale ed erano gli alunni dell’Accademia d’Arte Xania di Creta, diretta proprio dal nostro maestro N. Jannakakis; uso l’aggettivo di possesso “nostro” per due motivi: il primo è esclusivamente affettivo; il secondo, avendo egli avuto la cittadinanza onoraria di Santa Sofia d’Epiro (CS) è a tutti gli effetti nostro compaesano.

 

Una volta riconosciutolo gli dissi: buonasera maestro, e lui a me, cordialmente: buonasera. Io continuai dicendo: vengo da Santa Sofia d’Epiro e vorrei conoscerla per scambiare con lei qualche parola. Subito si arrestò e fissandomi fisso negli occhi dopo un poco aggiunse: je ka Shën Sofia? (sei di Santa Sofia?) ed avendone ricevuto la conferma, salutò gli altri componenti del gruppo e mi prese sottobraccio. Iniziò così la nostra lunga conversazione.

 

Incominciò subito lui a farmi alcune domande, mi chiedeva informazioni sul paese, sulla gente, sulla Diocesi e così via. Chiaramente la nostra attenzione si spostò subito su Padre Capparelli.

 

Nikos: “Padre Capparelli, cosa dire, una persona santa, il grande sacerdote Capparelli, eh?!. Lo incontrai per la prima volta a San Cosmo Albanese, mentre affrescavo la Chiesa dei Santi Anargiri, ne avevo già sentito parlare, lo aveva fatto l’attuale vostro Vescovo Lupinacci, in quel periodo parroco di San Cosmo. Dopo avere visto gli affreschi mi invitò a Santa Sofia per vedere la Chiesa di Sant’Atanasio e subito mi disse: “ vieni, però siamo senza soldi!”. Entrambi ci mettemmo a ridere ed io replicai: “e chi ce l’ha!”. Così arrivai a Santa Sofia. Il primo affresco fu quello dell’Anàlypsis (Ascensione di Gesù), all’interno del vima. Terminato il mio lavoro e dopo che zoti mi aveva pagato stavo per ripartire, avevo altri lavori da ultimare. Dovevo andare in Corsica e altro… Ma zoti all’improvviso mi disse: “tu rimarrai qui con noi per qualche anno, perché ho deciso di affrescare tutta la Chiesa…”. Questo era Padre Capparelli. Gli venne subito un’idea strana: “Nikos, la nostra madre patria è l’Albania e il nostro Patrono è Sant’Atanasio, perchè non facciamo un affresco su questo tema?”. Rimasi totalmente stupito perché era la prima volta che mi capitava una cosa simile, unica nel suo genere. Ma vedendo con quanta passione e l’attaccamento fuori dal comune con cui zoti desiderava l’affresco, subito mi misi a studiare il modo migliore,  disegno su disegno, per poterlo realizzare. E così ecco “ La venuta degli Albanesi a Santa Sofia”  che solo voi avete.  

 

Quante storie e quante emozioni, i suoi occhi si riempivano di lacrime e lui continuava a raccontarmi di zoti, del medico del paese, del sindaco e di altri personaggi come se fosse stato ieri, la sua memoria è eccellente.

 

Nikos: dopo aver terminato qualche lavoro, puntualmente si presentava sempre lo stesso problema, cioè arrivava zoti che scherzosamente mi diceva: “Nikos ho tanti debiti; ed io gli rispondevo: “Padre, mi pagherai l’anno prossimo” e lui aggiungeva: “si, ma con gli interessi,  perchè un lavoro così merita”. E poi facevamo una risata e così via.

 

Io: Come è nata la tua passione per l’iconografia?


Nikos: fin da piccolo ho avuto sempre interesse per la pittura libera, poi ho frequentato l’Accademia d’Arte a Creta, dove ho appreso anche l’arte iconografica. Ma un giorno, sfogliando un libro di icone provenienti dalla Serbia e dalla Macedonia decisi di cimentarmi in questa nuova esperienza, poi ho vinto una borsa di studio in Germania… ho girato il mondo insomma, prima di arrivare a Santa Sofia.

Io: come sei arrivato nelle nostre comunità, le conoscevi già?

 

Nikos: questo è un fatto del tutto curioso. Venne a Creta agli inizi degli anni settanta uno studioso inglese, studioso di Storia dell’Arte. Bene…, questo studioso aveva già visitato la zona di Sibari, Magna Grecia e San Demetrio, San Giorgio ecc.. ed era in contatto con il vostro attuale Vescovo. Poi io presi i recapiti e così iniziò questa mia esperienza.

 

Io: quindi un fatto del tutto provvidenziale per noi…


Nikos: e sì dòxa to Theò (Grazie a Dio) che è avvenuto ciò e mi ha dato la possibilità di conoscere questa gente meravigliosa.

Io: siamo noi ad essere onorati dalla tua arte e dalle tue parole così ricche di sentimenti. Tu hai dichiarato che sulle pareti della nostra Chiesa hai lasciato un “pezzo del tuo cuore”….


Nikos: certo, tutte belle esperienze quelle della Calabria, ma da voi ci sono stato sei anni, poi la gente, la trattoria da Nzino, le passeggiate a kroi mali ma soprattutto Padre Capparelli, ecco queste cose c’erano solo da voi.

E cosa dire. Dopo diverse ore di conversazione, mi sembrava di essere ritornato nel mio paese negli anni settanta-ottanta, anni d’oro per la nostra comunità. Si era fermato tutto intorno a me, le sue parole, la sua presenza mi riportava al mio paese, nella mia Chiesa e avevo davanti a me quegli affreschi meravigliosi. Guardando poi le sue mani pensavo: è lui che ha realizzato quel paradiso celeste in terra e nel mio paese. Grazie, o Signore.

 

Così il nostro incontro volgeva al termine e gli rivolsi un invito per un appuntamento ancora da definire che ci sarà il 2012, a novembre, quando ricorrerà il trentesimo anniversario dell’inaugurazione della Chiesa di Sant’Atanasio da lui affrescata.

 

Io: maestro a Dio piacendo e senza programmare niente, ti possiamo avere come ospite speciale per questo evento?

 

Nikos: certamente, se Dio vuole, sarò presente con grande piacere. Io oramai sono vecchio, credevo di non venire più in Italia ma come vedi…ancora vengo a trovare il mio caro e fraterno amico Padre Emiliano. Ho altri lavori da terminare, alcune chiese, e poi credo che fra due o tre anni mi fermerò, perché gli anni passano.


E si, caro Nikos Jannakakis, Pittore ufficiale del Patriarcato Ecumenico e maestro sublime dell’arte celeste, gli anni passano ma quello che hai realizzato resterà, anche se su muri di un piccolo paese, di una piccola Chiesa, ma per sempre, fino a quando Dio e solo Lui lo vorrà. Grazie di cuore.       
Luigi Francesco GODINO

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