[VIDEO] S.Em. Lambriniadis: "L'unità non tarderà a venire"

il . In dall'Eparchia di Lungro

ElphidophorosLambriniadis CatanzaroImportanti affermazioni di carattere ecumenico di S. Em. Elphidophoros Lambriniadis, metropolita di Bursa, esponente del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, durante l'intervento nel corso del Convegno ecumenico regionale della Conferenza episcopale calabra.

“Le nostre Chiese, quella cattolica e quella ortodossa, stanno attraversando ai nostri giorni un periodo di fioritura di buone relazioni e rapporti fraterni. Questa particolare e positiva atmosfera, della quale noi oggi godiamo con tanta gioia, è un fenomeno relativamente nuovo nella storia del cristianesimo”. Analizzando i passaggi storici dei rapporti tra la Chiesa romana e quella orientale, Lambriniadis ha sottolineato come dopo la revoca degli scismi, “con il Concilio Vaticano II, è possibile poter dialogare senza intolleranza, pregare insieme, vivere pacificamente, aiutarsi l’un l’altro nei momenti difficili, intraprendere un dialogo teologico e avere certa la prospettiva per la riunificazione e la piena comunione nei sacramenti”. Mons. Lambriniadis ha messo in evidenza che bisogna avere “pazienza” per la piena unità e che “quando le nostre guide spirituali (con riferimento al lavoro di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo, ndr) ci mostrano la via giusta, la via della fratellanza non tarderà a venire”.
“Certamente il Concilio Vaticano II ebbe un ruolo importante nell’apertura della Chiesa cattolica romana e in generale negli sviluppi ecumenici con la Chiesa ortodossa”. L’abate patriarcale ha messo in evidenza le sfide presenti per le Chiese cattoliche e ortodosse, ricordando che “i matrimoni misti tra cristiani delle diverse appartenenze, hanno costituito famiglie dalla doppia confessione. Lì dove era impensabile spiegare in teoria e mettere insieme Chiese tradizionalmente diverse e rivali tra di loro, gli uomini semplici vi sono riusciti, attraverso la famiglia. Spesso il dialogo in amore ha un effetto più immediato e veloce del dialogo teologico”. Parlando dello stile sinodale, Lambriniadis ha ricordato come negli anni “i sinodi hanno aperto le porte anche ai vescovi di altre confessioni invitandoli come osservatori e come fratelli, domandando loro di contribuire con i loro punti di vista, alla ricerca di soluzione agli attuali problemi ecclesiali”.

 

Nel suo intervento Mons. Donato Oliverio, Vescovo di Lungro, cita papa Francesco aprendo il suo saluto al convegno ecumenico regionale a Catanzaro: “un autentico dialogo è sempre un incontro tra persone con un volto, una storia”. “Un volto fraterno e solidale, consapevole della responsabilità dei diversi aspetti del dialogo fra le diverse confessioni, perché la coabitazione è una risorsa del cammino per la vera unità”. Per mons. Oliverio, questo “vale soprattutto per noi cristiani perché per noi la verità è la persona di Gesù”. “Siamo grati al Signore perché incontrandoci e conoscendoci viviamo più intensamente quella ecclesiologia di comunione che l’Occidente ha scoperto con il Concilio Vaticano II”, ha detto l’eparca di Lungro. “La comunione è l’essenza stessa del mistero della Chiesa per cui l’impegno ecumenico è irrevocabile, non si può tornare più indietro”. Parlando del fenomeno dei migranti, monsignor Oliverio ha definito “le migrazioni come una opportunità alla causa dell’ecumenismo”, per cui ha auspicato “solidarietà e accoglienza”, “ospitalità” e, per i migranti, luoghi “dove potersi incontrare e celebrare”. Parlando ancora di ecumenismo, l’eparca ha concluso: “Continueremo a camminare insieme in un cammino fatto di rispetto profondo, dialogo sincero, servizio cordiale, carità reciproca”.

Foto: profilo Facebook Elpidophoros Lambriniadis

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