Bari: parrocchia di San Giovanni Crisostomo

Scritto da papàs Antonio Magnocavallo il . In Le parrocchie

 
chiesaBariLa chiesa, oggi intitolata a S. Giovanni Crisostomo, in precedenza era dedicata a S. Giovanni Battista, edificata sui resti di un edificio che portava il nome di S. Giovanni a Mare. L'attuale tradizione conferma tale attribuzione con delle usanze che si svolgono il 24 giugno, festività della nascita del Precursore. Viene così smentita la tesi di chi in passato riteneva che la Chiesa appartenesse a S. Giovanni Evangelista.

Nonostante le incertezze delle fonti documentarie  medioevali possiamo ritenere che le origini di questa chiesa risalgono verso la metà del sec. XI. All'epoca non risultava intensamente urbanizzata: era circondata dalla corte del Catapano, da un giardino e da un appezzamento di terreno destinato ad aria cimiteriale.

L'edificio, di proprietà privata ed appartenente alla famiglia Passaro (1091), viene successivamente ricordato, in documenti del XV, XVI e XVII secolo, quale cappella di ius patronatus della famiglia De Alifio, estintasi nel XVI secolo, ed in seguito della famiglia Tresca Carducci e Calò Carducci. Quest'ultima è stata proprietaria dell'immobile fino al 1955. In seguito, iniziò a dipendere dagli arcivescovi di Bari.

La chiesa, nella sua struttura originaria, era formata da tre navate: il primitivo impianto terminava con unaabside a cui fa esplicito riferimento la carta del 1091. Gli interventi della seconda metà del XIII sec. che portarono il sollevamento della chiesa all'attuale livello, la ridussero ad un'unica navata, coperta da una volta a botte unghiata.

processioneNel presbiterio era collocato l'altare maggiore, di stile barocco, che comprendeva un importante pezzo di scultura: un pluteo marmoreo, di forma rettangolare che raffigura  un leone alato ed un grifo che atterrano rispettivamente un caprone ed un cinghiale: essi si dispongono simmetricamente ai lati “dell' albero della vita”, il cui vertice racchiude una piccola croce bizantina. La navata comprendeva, inoltre, due altari laterali dedicati uno alla Vergine e l'altro a S. Nicola ed una statua lignea di S. Giovanni Battista optime sculpita, così viene menzionata in una Santa Visita del 1607 da Decio Caracciolo. Si trovava, inoltre, anche una statua di S. Lucia attribuita al sec. XIV, come pure numerose lapidi tombali; di queste ne è rimasta soltanto una di appartenenza alla famiglia Calò Carducci. Vi erano collocate anche sei tele del XVII e XVIII secolo.

Attualmente l'edificio ci appare in una ristrutturazione  del 1960, formato da un'unica navata con copertura a capriate lignea. Alla base della parete destra affiorano due archi a tutto sesto che poggiano su pilastri, resti della chiesa a tre navate. Sulla parte sinistra è collocato l'ambone sul cui fronte è presente una lastra di pietra proveniente dal paliotto dell' altare dei Calò Carducci del sec. XI. Entrando in chiesa spicca il presbiterio di struttura tardo medioevale che si affaccia nell'aula ecclesiale con un ampio arco ogivale.

Con l'affidamento della chiesa alla comunità di rito bizantino, l'altare maggiore di stile barocco è stato sostituito con uno a forma quadrata, preceduto da una iconostasi dipinta in due ordini: nella parte superiore sono raffigurati scene di santi distribuiti in pannelli: in quella inferiore quattro figure ieratiche: il Salvatore, la Madre di Dio, S. Pietro e S. Paolo. Al centro dell'abside vi è una tela della Madonna con le mani volte in alto ed il Divino Infante sul petto a firma di M. Buono 1968.

papsMagnocavallo2Per motivi di commercio, di studi e di altre attività sociali, la città di Bari, protesa verso l'oriente, è stata sempre scalo di orientali. Dopo la seconda guerra mondiale, si ebbe un maggior flusso di profughi greci, non solo nel capoluogo, ma anche in altre città della Puglia; per la loro formazione religiosa è stato inviato a Bari p. Giuseppe Ferrari della Eparchia di Lungro su designazione della Santa Sede. Mons. Enrico Nicodemo, dopo aver in precedenza destinato questa chiesa alla liturgia di rito bizantino, il 5 maggio 1957 la costituì parrocchia con giurisdizione per tutti i fedeli orientali della diocesi barese. La sua giurisdizione, pertanto, è di natura personale e non territoriale. Il 18 novembre 1964 vi è stata una dichiarazione integrativa della Sacra Congregazione per le Chiese orientali con la quale si estendeva la giurisdizione del proistamenos sui fedeli del medesimo rito che dimoravano in tutta la Puglia e nella provincia di Matera. L' 11 novembre 1986, con decreto del Ministero dell'Interno, si ebbe, da parte dello Stato, il riconoscimento civile.

I valori religiosi hanno sempre trovato in questa chiesa la dovuta importanza in quanto, senza un cambiamento di vita, la nostra prospettiva rimane terrena. L'anno liturgico bizantino, di densità e complessità particolari e che nel suo ciclo celebra l'intera opera di salvezza operata da Cristo, viene accuratamente osservato.

La data di Pasqua è determinata dal calendario giuliano  dal momento che i profughi, nella stragrande maggioranza, erano di provenienza ellenica. Le successive generazioni hanno sempre considerato la parrocchia di S. Giovanni Crisostomo come <la propria>, trovando in questa piena accoglienza, disponibilità e conformità alle loro tradizioni ed usanze liturgiche. Con la formazione delle nuove famiglie, i fedeli non si trovano più tutti riuniti nel medesimo rione, anche se il Villaggio Trieste rimane sempre un punto di riferimento: della loro presenza si interessa il responsabile della parrocchia con visite che sono sempre ben accettate.

All'attività della parrocchia si associa la Comunità di S. Egidio, la quale si raccoglie tre volte alla settimana per innalzare la sua lode al Signore. Sotto l'aspetto sociale, la comunità è orientata in modo particolare verso le persone più emarginate. Ha preso a modello la cittadella della carità di S. Basilio: un grande stabilimento dove affluivano gli infermi per i quali l'assistenza locale non era sufficiente.

Nell'ambito parrocchiale collabora anche l'AssociazioneItalo-Ellenica Pitagora, organizzando gemellaggi con il mondo greco. Nel corso dell'anno si svolgono anche delle feste con la presenza di gruppi folkloristici ellenici per far in modo che i partecipanti possano vivere usi e costumi della loro provenienza. Una particolare attenzione va riservata alle mostre di icone bizantine. Nel territorio pugliese sono sempre vissuti cristiani di rito diverso, per cui le immagini sacre costituiscono sia un reciproco scambio di doni culturali e religiosi, come pure sollecitano un ruolo determinante ed un impegno speciale per il dialogo ecumenico, essendo le icone un patrimonio prezioso della Chiesa d'Oriente e d'Occidente.

Sotto l'aspetto culturale la parrocchia si serve della rivista La Fiaccola: diversi sono stati gli argomenti sin ora trattati. Abbiamo ritenuto opportuno affrontare per primo le peculiarità dell' anno liturgico per dare la possibilità ai fedeli di comprendere meglio il loro significato.

Terminato questo ciclo, abbiamo posto la nostra attenzione sull'antropologia dei padri orientali, mettendo in rilievo con diversi articoli la dimensione trascendentale dell' esistenza umana, evidenziando la profonda ragione dell'incarnazione che supera l'aspetto soteriologico per giungere all'ampiezza del disegno di Dio di assumere la natura umana per deificarla. Per l'Oriente il soprannaturale non è un' aggiunta all' economia puramente umana.

Attualmente vi è in programma uno studio sul matrimonio con le varie specificità che esso comporta: è stato già svolto un elaborato sull'Istituzione del matrimonio nel Paradiso Terrestre.

Le molteplici iniziative non escludono che la parrocchia già in sé costituisce una ricchezza per la diocesi di Bari: essa configura l'unità nella diversità.

L'esperienza ecumenica diventa trasparente nel momento in cui la Chiesa trascende le mentalità puramente storiche, logiche e formali; inoltre, la profonda convinzione che le due Chiese, la Cattolica e l'Ortodossa, sono “sorelle”, sebbene in una situazione anormale di rapporti, ha fatto evitare ogni zelo di proselitismo. L'importanza che riveste l'esistenza della parrocchia di S. Giovanni Crisostomo va anche ricercata nella considerazione di essere valutata come un test da parte delle Chiese orientali separate, le quali si chiedono quale sarebbe la loro condizione se venisse il felice tempo dell'unione. Per questo, da un lato è stato sempre eliminato il circuito di un cattolicesimo con una latinità dinamica e conquistatrice e dall'altro una frazione dell'Oriente più o meno debole, assimilata ed assorbita (Besa/Roma).

A papàs Antonio Magnocavallo, parroco di S. Giovanni Crisostomo in Bari (nei pressi della Basilica di S. Nicola), membro del Tribunale Ecclesiastico Regionale delle Puglie, abbiamo chiesto una nota di informazione sulla chiesa presso la quale egli da anni offre il servizio liturgico e pastorale per i fedeli cattolici bizantini  (Besa/Roma).

Altre foto della chiesa di San Giovanni Crisostomo in Bari sono disponibili nella Galleria Multimediale di Jemi (sezione Chiesa -- Bari)

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