"Bukurìa arbëreshe": cronaca e ringraziamenti

Scritto da protopresbitero Pietro Lanza il . In Cosenza

Bukuria1Bukurìa arbëreshe ha invaso Corso Mazzini con i regali costumi della nostra tradizione, segno di attaccamento, custodia e salvaguardia, di un patrimonio antico e prezioso ed ha portato nella Città capoluogo della Provincia dove vive il maggior numero di arbresh, il messaggio della nostra presenza, un assaggio del nostro patrimonio tramite la bellezza dei nostri giovani, che amano le loro origini e vogliono continuare a mantenerle vive …

e, tra gli stupiti e normalmente stanchi frequentatori di Corso Mazzini, è esplosa la gioia. Il mio grazie a Dio perché per le misteriose vie della Sua Provvidenza ha disposto che i nostri Antenati, per scampare alla furia dell’esercito ottomano e per rimanere in vita, liberi e cristiani, potessero trovare riparo e accoglienza tra gli ospitali fratelli della bellissima Calabria. Un pensiero grato al mio Vescovo, S.E. Mons. Donato Oliverio, Eparca di Lungro degli Italo – Albanesi dell’Italia Continentale, perché mi ha permesso e sostenuto nel lancio di questo messaggio di unità e di speranza.

Bukuria2Grazie ai cari seminaristi che hanno colto l’idea di realizzare Bukurìa arbëreshe a passeggio per Corso Mazzini e l’hanno fatta propria. Diventeranno preti e serviranno il nostro buon popolo e sostenendolo nella gelosa custodia e nel progressivo sviluppo e mantenimento dei principi fondanti della nostra cultura che, nella sua varietà, contribuisce a rendere più ricco e bello il territorio dove sono ubicati i nostri Paesi arbëresh. Un ringraziamento ai miei carissimi confratelli sacerdoti presenti che hanno accompagnato i loro fedeli per essere loro vicini nei passi della vita e della storia.

Grazie a tutti coloro che hanno indossato con grazia e orgoglio il costume dei nostri Padri e delle nostre Madri. Alcuni costumi hanno visto la nascita del Risorgimento Italiano e sono stati ammirati da coloro che si sono battuti per la libertà del suolo italiano e dell’antica Madre Patria albanese. Grazie al Sindaco di Cosenza e Presidente della Amministrazione Provinciale, Mario Occhiuto, che ha accolto subito con amicizia ed interesse la proposta. Un ringraziamento al Vice Presidente della Provincia di Cosenza, Lino Di Nardo, che ci ha reso onore con amicizia. Un ringraziamento all’Assessore del Comune di Cosenza, Rosaria Succurro, per la disponibilità e la gentilezza con la quale ci ha seguiti passo passo. Grazie ai vigili che ci hanno scortati e accompagnati con gentilezza e prontezza. Grazie ai tanti fotografi presenti.

Bukuria3Grazie ai Parrocchiani del Santissimo Salvatore che mi hanno sostenuto contribuendo fattivamente per la realizzazione della festa e particolarmente a Demetrio Guzzardi chi mi ha permesso di regalare a tutti i giovani dei gruppi una copia della Esortazione Apostolica EVANGELII GAUDIUM del nostro amato Papa FRANCESCO sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.
L’evento ha avuto inizio nel Seminario Maggiore dell’Eparchia di Lungro che si pone in continuità ideale con il Pontificio Seminario Corsini di San Benedetto Ullano e il Collegio Sant’Adriano di San Demetrio Corone dove per la bontà e lungimiranza dei Pontefici Romani si sono formate varie generazioni di preti arbresh e di uomini di cultura che hanno tenuto viva nel popolo la fede cristiana, vissuta secondo la tradizione bizantina, e coltivato ideali di liberta è di amore per l’Italia e l’Albania.

È seguita la Processione con l’Icona di Cristo Pantocrator verso la Chiesa del Santissimo Salvatore, posta in prossimità del luogo dove i due fiumi che attraversano l’antica e nobile Città dei Bruzi diventano un’acqua sola. E dalla nostra Chiesa è partito un messaggio di accelerazione dei passi verso l’unità visibile dei cristiani. Attorno al busto di Giorgio Castriota Skanderbeg era palpabile la commozione di tutti i partecipanti alla storica giornata. È in quel significativo posto è iniziata la sfilata per portare alla Città i segni, antichi, vivi e belli, dei nostri posti e della nostra gente. Guidati da Skanderbeg, impersonato dal caro Carmelo Giordano, con al fianco la mia gentile signora “me stolit e mira të Zonjes Furtune ka Ungra” Cosenza e i cosentini a passeggio per Corso Mazzini hanno gradito e gustato l’evento ed hanno preso parte ai messaggi di gioia che sono stati lanciati. Altrettanto hanno sprizzato entusiasmo e contentezza i quasi 200 componenti dei gruppi folk provenienti da Acquaformosa, Cerzeto, Civita, Firmo, San Demetrio Corone, Santa Sofia d’Epiro, Vaccarizzo Albanese e i loro accompagnatori, tra i quali il Sindaco di Civita in prima fila, che hanno letteralmente invaso ed apprezzato il salotto cosentino. Salutandoci alla fine dell’evento, sicuramente stanchi ma pienamente soddisfatti, ci siamo dati appuntamento alla prossima edizione della Festa della bellezza, con la speranza e l’impegno, nel frattempo, di essere coltivatori di bellezza nei luoghi dove si vive, cercandola, seminandola, valorizzandola perché la bellezza viene da Dio … è Dio stesso. Grazie

Protopresbitero Pietro Lanza
Parroco

 

Video di Ambrogio Frascini



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