Domenica IV di Quaresima: S. Giovanni Climaco

il . In Arberia

StJohnClimacusAbbiamo superato la metà del cammino quaresimale ed il Vangelo di oggi vuole metterci in guardia per non illuderci di aver raggiunto la perfezione. Il cammino da fare è ancora lungo, la scala per il paradiso è sempre in salita.

SanGiovanniClimacoLa fede non è qualcosa che si possiede e si può misurare ma la relazione stessa con Dio, relazione che deve arricchirsi sempre di più. Il Vangelo di oggi non idealizza i discepoli, anzi ne sottolinea, spesso, i loro limiti umani: così facendo ce li fa sentire, forse, più vicini alla nostra debolezza. I discepoli non riescono a compiere una guarigione loro richiesta e non arrivano a capire il motivo per cui hanno fatto questa brutta figura di fronte al padre del ragazzo malato e di tutta la folla. Perché non ci sono riusciti? Forse si erano illusi che le esperienze fatte insieme a Gesù li avrebbero resi invincibili. Forse pensavano che bastava ripetere i gesti e le parole di Gesù per ottenere gli stessi suoi risultati. Invece hanno fallito e Gesù dà loro la spiegazione: è mancata loro la fede necessaria per compiere quella guarigione. Il padre del ragazzo invece ci insegna a chiedere a Gesù che aumenti la nostra fede: “Credo, aiutami nella mia incredulità”. Non ci sono formule magiche che fanno ottenere le guarigioni ma soltanto una fede intensa in Gesù, fede che Gesù stesso ci può aiutare ad accrescere. Ma occorre riconoscere la nostra debolezza: solo in questo modo Gesù ci può aiutare. In questa IV Domenica di Quaresima festeggiamo San Giovanni Climaco, eremita e monaco del VI-VII secolo che visse tra le montagne del Sinai, famoso per la sua opera “La scala del paradiso”. Quest’opera è un
trattato completo di vita spirituale in cui Giovanni descrive la scalata della vita umana verso Dio. Èun cammino che si sviluppa attraverso trenta gradini, ognuno dei quali è collegato col successivo. Il cammino può essere sintetizzato in tre fasi successive: la prima, si esprime nella rottura col mondo al fine di ritornare allo stato dell’infanzia evangelica; la seconda fase del cammino è costituita dal combattimento spirituale contro le passioni; la terza fase del cammino è la perfezione cristiana, che si sviluppa negli ultimi sette gradini della Scala: i primi tre, semplicità, umiltà e discernimento, servono per raggiungere la quiete dell’anima, grazie alla quale l’anima può affacciarsi sull’abisso dei misteri divini. Questo stato prepara alla preghiera, sia quella corporea che quella del cuore, con l’invocazione del solo nome di Gesù. L’ultimo gradino della scala è dedicato alla suprema “trinità delle virtù”: la fede, la speranza e, soprattutto, la carità. Queste tre virtù sono, così, sia l’inizio che il punto d’arrivo del nostro cammino spirituale.

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