Festa di San Basilio a Eianina

Scritto da Lucrezia Zaccaro il . In Eianina - Ejanina

La chiesa di San Basilio il Grande in Eianina risale al XVIII secolo, l'interno monocavato ed in stile barocco presentava anticamente tre altari latini. Si caratterizza per la cupola esagonale, la facciata tripartita, la nicchia ed il mosaico raffigurante San Basilio sovrastanti il portale. L'iconostasi risale alla fine degli anni Quaranta del XX secolo.

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La chiesa di San Basilio il Grande in Eianina risale al XVIII secolo, l'interno monocavato ed in stile barocco presentava anticamente tre altari latini. Si caratterizza per la cupola esagonale, la facciata tripartita, la nicchia ed il mosaico raffigurante San Basilio sovrastanti il portale. L'iconostasi risale alla fine degli anni Quaranta del XX secolo. Ogni anno, il 26 dicembre iniziano, nella parrocchia, le funzioni vespertine in preparazione alla festa patronale di San Basilio, che viene poi celebrata, con grande solennità, il 1° gennaio. In questa data, durante la funzione religiosa, il parroco Protopresbitero Emanuele Giordano tiene una dotta omelia sulla poliedrica personalità del Santo Dottore della Chiesa. San Basilio poté godere ben poco tempo della solitudine e del silenzio, così cari al suo cuore. Ordinato sacerdote e poi chiamato a reggere la diocesi di Cesarea di Cappadocia, dovette impegnarsi nella difesa del dogma cristiano contro l'arianesimo, divenuto potente grazie all'appoggio dell'imperatore Valente; Basilio raccolse così l'eredità di S. Atanasio e come lui seppe appoggiarsi all'autorità del pontefice romano per debellare l'errore. Ma non fu il suo impegno dottrinale che gli meritò, ancor vivente, l'appellativo di "Magno", cioè "grande". Fu invece la sua intensa attività pastorale, fatta anche di vibranti omelie e appassionati opuscoli, come la “Lettera ai giovani”, e di un ricco Epistolario. Il tema che ricorreva più spesso e con più forza era quello della carità, dell'aiuto ai fratelli bisognosi. Rivolgendosi ad un ideale interlocutore, così dichiarava: "A chi ho fatto torto, tu dici, conservando ciò che è mio? Dimmi sinceramente, che cosa ti appartiene? Da chi hai ricevuto ciò che hai? Se ciascuno si accontentasse del necessario e donasse ai poveri il superfluo, non vi sarebbero né ricchi né poveri". Nè egli si accontentava di parole: alle porte di Cesarea diede vita ad una vera città della carità con ospizi, rifugi, ospedali, laboratori e scuole artigianali. Al termine della funzione e prima che inizi la processione, dove vengono portate a spalla la statua del santo e la sua icona, si svolge una sorta di asta. Vengono così messi a "incanto" gli oggetti sacri che la statua di San Basilio indossa e i fedeli fanno delle offerte per "acquistare" simbolicamente il libro che rappresenta i suoi scritti, il suo “komvoskinion” (rosario orientale) o il suo pastorale. Questa processione è anche ricordata affettuosamente dai parrocchiani per il semplice motivo che ogni anno, anche se le condizioni atmosferiche non sono ottimali, all'uscita del santo improvvisamente pioggia, neve o vento spariscono. Un detto albanese, come auspicio di prosperità, dice: "Shen Vasili ture shkuar rrashkatjelte ture mburuar", ovvero "Mentre passa San Basilio si moltiplicano i maccheroni".

Lucrezia Zaccaro, newsletter dell'Eparchia di Lungro

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