Lungro e gli albanesi

Scritto da ASTOLPHE DE CUSTINE il . In Lungro - Ungra

Lungro, Maggio 1812

CustineIl tempo è superbo, l'aria è fresca e dolce; un sole splendido colora il mare con le tinte più vivaci e fa scintillare il verde delle coste, le cui piante a foglie larghe e lisce sembrano verniciate tanto sono luccicanti. La posizione di Lungro è incantevole. Posta sul declivo di una montagna, questa cittadina domina una serie di ameni pendii che degradano sensibilmente fino alla pianura di Sibari. Dai dintorni di Lungro si vede la foce del Crati, nel golfo di Taranto. È nel punto dove il fiume si versa nel mare che si trovava – si dice – il porto di Sibari. Si fa vedere ancora una specie di laguna che si crede questo stesso porto.

[…]
Vi sono a Lungro miniere di sale che mi sono apparse poco interessanti:interessanti sono invece gli abitanti della cittadina. Formano una razza a parte: sono Albanesi e seguono il rito greco; essi hanno un vescovo che risiede a San Demetrio, nelle montagne. Non si sa con esattezza in quale epoca queste popolazioni si siano stabilite in Calabria. L'opinione più verosimile è che vi vennero nel tempo di Scanderberg: si mostra ancora a Lungro una delle numerose spade dell'eroe che, senza dubbio, aveva presso a poco tante scimitarre quanti sono i veli della Madonna. Negli Albanesi qui trapiantati, il costume, la lingua, la religione, le usanze, tutto è diverso dagli usi del popolo calabrese. Queste differenze, così fortemente spiccate e così a lungo conservate in una nazione soggetta ad un unico governo, provano che sono le abitudini domestiche, più delle istituzioni, a dare agli uomini il loro carattere. Questi mi sembrano più dolci, più tranquilli degli italiani; la loro fisionomia manifesta calma e bontà. Tra di essi sono molte le famiglie dove regna una unione commovente e rara in Italia; le loro case sono meglio messe, più pulite di quelle dei Napoletani; parlo delle persone agiate. Infine, essi hanno idee di ordine che di certo dovettero portare in queste contrade.
I nostri ospiti sono le migliori persone del mondo. Ho conversato a lungo con la nonna di questa famiglia patriarcale. La buona vecchia ha nei tratti un'espressione di tristezza angelica. Vantavo la bellezza del paese, la mitezza del clima, la purezza del cielo, la pace che si può godere in mezzo a così bella campagna: voi e i vostri figli, aggiunsi, dovete essere felici! Noi l'eravamo – mi rispose la buona donna – ma da tre anni non c'è più felicità per noi. Noi abbiamo perduto due bambini; mio figlio e sua moglie li amavano tanto che non possiamo consolarci della loro morte.
Dicendo queste parole, la vecchia era pronta a piangere; l'espressione della sua figura mi parve così commovente, così antica da riportarmi col pensiero alle storie della Bibbia e alle tende dei primi popoli nomadi!

Tratto da Tra Sibari e il Pollino. La percezione del paesaggio negli ultimi due secoli a cura di Vittorio Cappelli - Rubettino

Блогът Click here очаквайте скоро..

Full premium Here download theme for CMS

Bookmaker Bet365.gr The best odds.

Articoli suggeriti