Un tuffo nel passato

il . In Attualità

Greci“Shpëtomi Kalivet”

La posta in gioco è molto alta, nulla va sottovalutato, la parentesi storica che viviamo rappresenta per noi arbëreshë il momento cui, “fare”, significa “non morire”.
L’odierno palcoscenico rappresenta il luogo da cui riverberare il nostro ultimo canto, la cui metrica, non bisogna esitare a divulgare per consegnare alle nuove generazioni il patrimonio tangibile ed intangibile, astenersi da questo atto si traduce nel pagare un prezzo troppo alto.

Vdìq një kàtund arbëreshë e mosnjerì e dì

il . In Arberia e dintorni

la-geografiaLa burocrazia italiana irreversibilmente ha sancito che un paese minoritario facente parte della cinta sanseverinese del XV secolo, come luogo vitale e di condivisione religiosa non esiste più. Il piccolo agglomerato arbëreshë è stato sostituito con uno nuovo, al cui interno è stato riversato il patrimonio culturale, religioso e circa sei secoli di storia (?), questa è la notizia dura da condividere ma purtroppo è l’amara realtà approvata.

Il Pontefice nella terra dove Dio era proibito

Scritto da protopresbitero Pietro Lanza il . In Attualità

VescovoLungroAlbaniaÈ altamente significativo che il nostro Papa, per il Suo primo viaggio in Europa, abbia scelto l’Albania. Egli visita questa antica e nobile Terra a distanza di 21 anni dal primo Papa che ha avuto la possibilità di potervi accedere. Papa Giovanni Paolo II, infatti, vi andò il 21 aprile del 1993 per salutare l’accesso alla libertà di un popolo martoriato che, per quasi mezzo secolo, aveva sofferto della più terribile delle sofferenze: la proibizione di Dio sotto qualsiasi forma.