Albania, un mosaico di religioni

Scritto da Costantin Simon .S.I. il . In Chiesa e Religione

Secondo la tradizione, i territori dell’attuale Albania erano già evangelizzati all’epoca di san Paolo; infatti l’antica Illiria è citata dall’Apostolo: «Così da Gerusalemme e dintorni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del Vangelo di Cristo» (Rm 15,19). Dürres o Dyrrhachion/Durazzo era già sede di diocesi nel 58 d.C., mentre Shkodra/Scutari e Lezha sono attribuite al IV secolo. Le migrazioni delle popolazioni slave cancellarono il primo cristianesimo nell’Illiria e nella Tracia, e gli albanesi dell’epoca tornarono al paganesimo. Il vocabolario ecclesiastico di lingua albanese mostra l’influenza del latino, e la fede probabilmente si diffuse a partire dalle città costiere colonizzate dai romani. L’Albania apparteneva politicamente all’Impero Romano d’Oriente, ma rimase sotto la giurisdizione ecclesiastica di Roma fino al 732. Nel Sud, l’influsso bizantino crebbe, mentre il montuoso Nord rimase legato alla Chiesa di Roma, poiché l’influenza culturale veneziana era più forte, e i monasteri  benedettini si erano moltiplicati dopo la Quarta Crociata. Tuttavia alcuni indizi, come un ordine per un’abbondante provvista di vino — e ciò implica che la comunione veniva distribuita sotto ambedue le specie — testimoniano l’influenza della Chiesa bizantina anche nel Nord(1).
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