I vostri commenti alla iniziativa di Jemi a sostegno della lingua arbëresh

Scritto da staff Jemi il . In Arberia e dintorni

La vostra iniziativa mi sembra molto giusta e lodevole. Io, purtroppo, sono figlio di un Arberesh di Palazzo Adriano e di una “Italiana”. Non ho quindi mai sentito neppure parlare la lingua. Oramai sono “perduto”; credo sia gia’ molto se ho conservato il rito bizantino, nel quale mi sono sposato, ho battezzato i miei figli e i miei nipoti. E’ importante che quanto accaduto a me non si ripeta e quindi che i bambini che nascono nelle nostre famiglie imparino la lingua e non la dimentichino. Un saluto affettuoso Paolo Barcia.

Localismo linguistico ed esterofilia tra le minoranze alloglotte

Scritto da Antonio Sassone il . In Arberia e dintorni

Il pianto speculare

Le èlites colte, interne alle minoranze linguistiche  presenti  nel territorio nazionale, hanno sempre dibattuto  la questione se gli alloglotti debbano scrivere e parlare nel loro dialetto, coltivando gli interessi linguistici in una sfera privata e informale o se abbiano il diritto di istituzionalizzare l'apprendimento della lingua materna per far proprie e  rispettare le regole formali  della lingua d' origine , così come essa viene scritta e parlata, oggi, nella  ex madre patria. Mentre nelle minoranze, per così dire, meno minoritarie, dal punto di vista storico e geo-politico (francofona, tedescofona, slavofona), la controversia ha radici antiche ed oggi  risulta pressoché placata, nelle minoranze grecaniche, occitaniche  e albanofone,  essa conosce attualmente una vivace ripresa, parallela  e speculare alla rivitalizzazione leghista delle parlate padane.
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