Il 90° dell’eparchia di Lungro: i libri liturgici e la Liturgia

Scritto da Besa/Roma il . In Chiesa e Religione

vescovo_mele.gifIl normale svolgimento della liturgia bizantina implica l'uso di molti libri liturgici che hanno avuto una antica e ampia evoluzione storica e redazionale. In preparazione della creazione dell'eparchia di Lungro, la ponenza del card. Aidano Gasquet (S. C. pro Ecclesia Orientali, prot 1396 del febbraio 1919), in base alla relazione del visitatore apostolico Giovanni Mele, tra i problemi individuati, segnalava anche quello dei libri liturgici, questione complessa per una comunità di rito greco in emigrazione, e ancora senza un centro di aggregazione e una guida unitaria.
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Il problema veniva posto tanto a livello strettamente liturgico, quanto a quello della catechesi liturgica. La relazione afferma: "Indecente è lo stato dei libri liturgici, molti dei quali mancano, o provengono dagli scismatici" (p. 7). E aggiunge: "Sarebbe opportuno stampare in edizione economica con dilucidazioni e illustrazioni, una versione italiana della liturgia e delle principali parti di essa con gli atti di preparazione e di ringraziamento alla Confessione e Comunione e con brevi considerazioni intorno alle festività principali" (p. 9).

      1. All'epoca di fatti esistevano già pubblicati da Propaganda Fide i libri liturgici di base, ma non sempre presenti in disagiate e sperdute parrocchie di montagna o agricole. Quella Congregazione aveva svolto un servizio benemerito, non solo agli "italo-greci", ma alla tradizione liturgica bizantina in genere. Aveva curato e pubblicato l'Evangeliario e l'Apòstolos per le letture durante l'intero anno liturgico, l'Evchològhion (1873) per la celebrazione dei sacramenti e delle liturgie e di varie akolouthìe, l'Horològhion, il libro delle Ore e del santorale dell'intero anno liturgico con i relativi tropari ed un breve synassarion del santo commemorato o del mistero celebrato. Inoltre aveva curato la pubblicazione (1879) del Triòdion (preparazione alla Pasqua), del Pentekostàrion per il periodo da Pasqua alla domenica dopo Pentecoste, della Parakletikē (1885) con gli "Otto toni" per il ciclo dell'intero anno, e dei dodici volumi dei Mēnèa, libri dei mesi, da settembre (1888) ad agosto (1901), comprendente i testi per la commemorazione (vespro, mattutino) di tutti i santi dell'anno. Per questa immensa opera di pubblicazione era stata creata da Propaganda Fide una apposita "Congregazione per la correzione dei libri della Chiesa orientale" che ha operato tra gli anni 1719 - 1862, per venire incontro alle necessità liturgiche degli orientali cattolici e non solo degli "Italo-greci". P. Oliviero Raquez, ha puntualmente studiato la vicenda (cfr. Sacrae Congregationis de Propaganda Fide Memoria Rerum, vol. II (1700-1815), pp. 524-533). I libri liturgici degli italo-greci sono gli stessi degli ortodossi - che nella ponenza del Gasquet vengono indicati come "scismatici" - salvo qualche variazione proveniente da codici diversi usati e la commemorazione dei santi introdotti dopo la separazione dagli ortodossi. In mancanza di proprie edizioni gli italo-greci usavano edizioni ortodosse in particolare quelle di Venezia. Nel citato studio, il p. Raquez nota: "La Propaganda stessa distribuiva libri non cattolici" (Ibidem, p. 523). Così con lettera del 16 maggio 1914, al rettore del Pontificio Collegio Greco, p. Benedetto Bauer, il Segretario Girolamo Rolleri lo informava che "il Prefetto della Sacra Congregazione per gli Affari di Rito Orientale, avendo preso cognizione del parere espresso da mons. Papadopoulos, circa l'ortodossia del libro Hē aghìa kai megàlē Evdomàs (La Santa e Grande Settimana), pubblicato nel 1906 a cura del Patriarcato scismatico di Costantinopoli, e avuto riguardo della mancanza di una edizione cattolica di un tal libro, non si oppone a che nella ufficiatura della Settimana Santa si adoperi la summenzionata edizione".

      2. Altri libri liturgici sono stati editi da Roma dopo la creazione dell'eparchia. Nel 1937 è stata pubblicata una nuova edizione dell'Horològhion "contenente l'akolouthìa diurna e notturna". Il testo contiene anche l'inno Akàthistos e la Paràklēsis (piccola e grande) e diversi altri canoni. Nell'ultima pagina la nota tipografica informa che "il presente Horològhion si pubblica per la seconda volta a Roma per ordine della Congregazione per la Chiesa Orientale (Prot 739-31)". Nel 1950 la Congregazione Orientale ha pubblicato lo Hieratikòn "contenente le akolouthìe dell'Esperinòs e dell'Hòrtros, le Divine e Sacre liturgie di Giovanni Crisostomo, di S. Basilio il Grande e dei Presantificati con le usuali appendici" che tra l'altro comprendono un menologio abbreviato di tutto l'anno liturgico. In seguito dal 1954 quella Congregazione ha pubblicato tre volumi dell'Aghiasmatàrion, una riorganizzazione dell'Evchològhion. Nel 1967 (e poi nel 1968, 1974, 1980) la Congregazione Orientale pubblicava la poderosa e utilissima edizione in quattro volumi dell'Anthològhion per l'ufficiatura di tutto l'anno, in seguito anche in traduzione italiana. Questo testo, in particolare la traduzione italiana, offre un sostegno sostanziale alla rinascita della tradizione bizantina in Italia. Nel 1967 la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo è stata pubblicata, oltre che in greco, in traduzione ufficiale italiana e albanese (Liturgia Hyjnore e Atit tonë ndër Shejtrat Joan Hrisostomit). Per il V centenario della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg i tre ordinari italo-albanesi, in una giornata singolare della storia della Chiesa arbëreshe in Italia, hanno concelebrato con questo testo all'altare della Cattedra nella Basilica Vaticana (23 aprile 1968) con la partecipazione di molti gruppi italo-albanesi della Calabria e della Sicilia e di pellegrini albanesi provenienti per la circostanza dagli Stati Uniti e dall'Australia e da vari paesi europei.

      3. La questione della pubblicazione di testi liturgici per i fedeli ha trovato anche una certa realizzazione, ma discontinua e con iniziative personali. Il testo che ha esercitato un vero influsso nelle nostre comunità è stato l'Enchìrìdion, manuale di preghiere per i fedeli di rito bizantino, pubblicato nel 1947 dopo il primo Sinodo Intereparchiale (1940). Presentata dal S.E. mons. Giovanni Stamati è stata pubblicata nel 1989 la traduzione italiana della "Grande e Santa Settimana e Santa Domenica di Pasqua" che ha assicurato una effettiva partecipazione del popolo alla celebrazione e alla sua comprensione. La Liturgia trilingue per i fedeli è stata ripubblicata da mons. Ercole Lupinacci in due edizioni. La commissione liturgica dell'Eparchia di Lungo ha pubblicato in tre lingue i sacramenti. Recentemente l'eparchia di Lungro ha pubblicato in italiano l'Evangeliario (2005) e l'Apòstolos (2009), curati entrambi dal diacono prof. Luigi Fioriti (Besa/Roma).

4 Ottobre 2009

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