Un breve sguardo su Francesco Micieli

Scritto da Lucio Franco Masci il . In Santa Sofia d'Epiro - Shën Sofia

FrancescoMicieli“Lo scrittore è straniero per eccellenza. Si rifugia nel libro, dal quale la parola lo scaccerà.” Edmond Jabes

E’ giusto presentare così lo scrittore di origini arbëresh Francesco Miceli, che all’età di nove anni si trasferisce da Santa Sofia d’Epiro (CS), dove tuttora si parla l’arbëresh, la lingua dei suoi genitori, dei nonni, degli avi che arrivarono ka dejti (dal mare), partiti dalle sponde albanesi e greche intorno alla metà del XV secolo, a Berna, in Svizzera, dai suoi genitori.


Straniero in terra straniera, Franguzzi, così lo chiamavano e lo chiamano quando torna nel suo paese (Shën Sofia), sin da ragazzo si interessa di teatro, di cinema e soprattutto di letteratura. Rifugiandosi nella lingua tedesca, la quale lo rende più giovane, come lui stesso afferma, crea opere sempre più pregevoli e ricercate. Oggi è uno dei più importanti e apprezzati scrittori in terra elvetica e non solo.
E’ un onore e un vanto, sia per la piccola comunità di Santa Sofia d’Epiro che ha dato i natali a Monsignor Francesco Bugliari, Pasquale Baffi e Angelo Masci, sia per tutto l’arcipelago Arberia, che un ragazzo che non conosceva una sola parola di tedesco sia diventato uno scrittore d’eccellenza in quella lingua.
Franguzzi non ha mai dimenticato la sua parlata materna e il suo piccolo paese dove, quando può, torna te shpia (nella casa) in Via Albania nella sua gjitoni ( vicinato) e, probabilmente, rivede dentro di se, quel tempo in cui si sentiva, nel tardo pomeriggio, il profumo të bukes (del pane) che le donne stavano sfornando per tutti e si udivano le frasi urlate, in arberesh, che s’incrociavano tra di loro formando uno sciame di parole, dei bambini che giocavano te sheshi (nello spiazzo). Allora, in quei luoghi non era ancora arrivato il benessere, ma viveva il senso della comunità e della fratellanza e nessuno si sentiva straniero tra i propri simili. E, soprattutto, si respirava un’altra atmosfera, accogliente e amica!
In attesa che i suoi scritti vengano presto tradotti in italiano, gli auguriamo me zëmer (di cuore) nuovi successi e gli ricordiamo che udhat (le strade), guret (le pietre), muret (i muri) e gjindiet ( le persone) dei suoi luoghi sono orgogliosi di essere stati accarezzati dal profondo sguardo di una persona illustre come l’amico-fratello, Fraguzzi Micielit.

                                                                                                                                                                     
                                                                        Lucio Franco Masci

Premi
•    1987 Förderpreis des Kantons Bern      
•    1989 Buchpreis der Stadt Bern    
•    1990 Werkpreis des Kantons Solothurn
•    1996 Einzelwerkpreis der Schweizerischen Schillerstiftung    
•    2002 Förderpreis zum Adelbert-von-Chamisso-Preis    
•    2003 Werkpreis der UBS Kulturstiftung   
•    2009 Auszeichnung “Weiterschreiben” der Stadt Bern    
•    2011 Chamisso - Poetikdozentur Dresden

 

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